9 marzo 2017 ore: 15:35
Economia

Povertà, Poletti: l’approvazione del Rei è un successo di tutti

Durante il convegno “Sotto lo stesso welfare”, organizzato dalle Acli, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociale si è detto soddisfatto dell’approvazione del Piano nazionale contro la povertà e ha proposto la creazione di una rete di protezione sociale
Povertà. Anziano tra le sportine

ROMA - “Il Senato ha appena approvato il Rei, il reddito di inclusione. È un successo per tutti quelli che hanno lavorato affinché questo tema trovasse il suo spazio nella discussione pubblica e politica”. Così il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, ha commentato l’approvazione da parte del Senato del Piano nazionale contro la povertà. Il ministro è intervenuto questa mattina al convegno “Sotto lo stesso welfare”, organizzato dalle Acli.

“Aver aspettato fino al 2017 per avere un fondo nazionale contro la povertà dimostra la fatica fatta dalla politica per ammettere l’esistenza di questo problema. La povertà è un dato della realtà e se lo si vuole cambiare occorre considerarlo come tale, non come un tabù. Bisogna affrontarlo senza paure. Non dobbiamo agire quando ormai la situazione è conclamata. Occorre pensarci prima, individuando le cause. Servono progetti in cui non è solo lo Stato a mobilitarsi: abbiamo bisogno di una governace che coinvolga in prima persona i cittadini”.

Il ministro ha proposto la creazione di una rete di protezione sociale. “Siamo riusciti a creare una rete di protezione civile, ora occorre pensare ad una rete di protezione sociale in grado di far collaborare tutti gli attori in campo. Se sapremo costruire questa rete, ogni euro non verrà sprecato e sarà utilizzato efficacemente”. Nessun commento invece sul taglio al Fondo per le Politiche sociali, fissato a 313 milioni di euro, che sarà ridotto fino ad arrivare a 99 milioni di euro e al Fondo per la non autosufficienza che passerà dagli attuali 450 ai 500 milioni di euro.

Per il presidente delle Acli Roberto Rossini, “può esistere un nuovo modo di pensare al welfare in Italia. Non si esce dal circuito della povertà dando soldi alle famiglie. Servono strumenti di welfare che prendano in carico la persona. Ma non dobbiamo cadere nella trappola dell’emergenza. La povertà non è una emergenza. Siamo in una epoca di scelte e dobbiamo prendere una decisione. La lotta alla povertà richiede anni di attività non mesi. C’è troppa disuguaglianza tra nord e sud: dobbiamo garantire maggiore equità nell’accesso alle risorse”. Durante il convegno le Acli hanno chiesto al Governo di investire 7,1 miliardi di euro in 4 anni in un piano strutturato contro l’indigenza.

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