2 febbraio 2015 ore: 12:02
Non profit

Povertà sanitaria, torna la giornata della raccolta del farmaco: 3,4 milioni in 14 anni

Iniziativa promossa dal Banco Farmaceutico il secondo sabato di febbraio in tutta Italia: in 14 anni raccolte medicine per un valore commerciale di circa 22 milioni di euro. Crescono le richieste di adesione degli enti assistenziali: Palermo punta a donare 8 mila confezioni
Povertà sanitaria. Raccolta farmaci scaduti

ROMA –  Volontari in oltre 3500 farmacie per raccogliere i farmaci  donati dai cittadini agli Enti assistenziali della propria città: torna la Giornata Nazionale di Raccolta del Farmaco, che al 2000 ogni anno il Banco Farmaceutico promuove il secondo sabato di febbraio, in tutta Italia. In 14 anni sono stati  raccolti oltre 3, 4 milioni di farmaci, senza obbligo di prescrizione, per un controvalore commerciale di circa 22 milioni di euro. L’ultima edizione (8 febbraio 2014) ha visto il coinvolgimento di 3.561 farmacie e oltre 14 mila volontari; dei 359.889 farmaci raccolti hanno beneficiato oltre 700 mila persone assistite dai 1.576 enti convenzionati con Banco Farmaceutico.

A Palermo e provincia sabato 14 e lunedì 16 febbraio  chi si recherà nelle 67 farmacie che espongono l’apposita locandina, troverà i volontari con la pettorina che indicheranno quali farmaci è possibile donare, facilmente riconoscibili perché sono quelli con il "bollino rosso". Per dare una maggiore risposta alla crescente domanda di farmaci da parte di persone in stato di povertà, anche quest’anno le farmacie di Palermo e provincia hanno deciso di proseguire e rafforzare il proprio tradizionale sostegno alla Giornata. Le 67 farmacie aderenti all’iniziativa hanno già, infatti, versato al Banco Farmaceutico un contributo di 10 mila euro e ciascun titolare, come avviene ormai da anni, donerà spontaneamente un certo numero di confezioni.

“Lo scorso anno la ‘Giornata di raccolta del farmaco’ presso le farmacie di Palermo e provincia ha permesso di rendere disponibili 7 mila confezioni di farmaci – spiega Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo – U.ti.farma -. Quest’anno l’obiettivo che ci prefiggiamo è di raggiungere le 8 mila confezioni da consegnare al Banco Farmaceutico. Ciò testimonia e conferma, se ce ne fosse bisogno, il ruolo sociale svolto dalla farmacia e dal farmacista all’interno della comunità in cui opera, che va oltre il mero aspetto della tutela della salute, ed in virtù del quale, ad esempio, da qualche mese Federfarma Palermo – U.ti.farma è al fianco della Caritas diocesana e di altre associazioni di assistenza sociale”.

“E’ in aumento la  partecipazione alla spesa dei cittadini – sottolinea Giacomo Rondello, delegato palermitano del Banco Farmaceutico -, nell’acquisto dei farmaci. Si parla di un + 63% di partecipazione alla spesa  nel periodo che va dal 2009 al 2013. Aumenta la riduzione sempre da parte dei cittadini all’acquisto dei farmaci in classe C con ricetta e dei prodotti di automedicazione, con punte massime in Sicilia. E’ in aumento il consumo dei farmaci antidepressivi: questo dato purtroppo rivela il profondo disagio in cui vive gran parte della popolazione ed evidenzia la necessità di incrementare i servizi di supporto psichiatrico”.

“L’anno scorso - spiega - il  Banco Farmaceutico a Palermo ha sostenuto 19 enti assistenziali, ma quest’anno ve ne sono di nuovi che hanno chiesto di aderire alla giornata. Questo è segno che aumentano le persone bisognose di medicine, in quanto la crescente povertà impedisce loro di curarsi. Chiarisco che non mi riferisco solo ai farmaci di automedicazione, ma anche ai farmaci dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale”.

Mario Sedia, vice direttore Caritas diocesana, in occasione della presentazione della giornata che si è tenuta nei giorni scorsi, ha parlato soprattutto dell’assistenza data in questi mesi ai migranti giunti al porto di Palermo. Molto significativi i dati illustrati: da maggio a ottobre 2014 vi sono stati a Palermo 18 sbarchi per un totale di 6 mila migranti, bisognosi soprattutto di cure mediche e quindi di farmaci. La Caritas inoltre gestisce inoltre 90 centri di ascolto nelle parrocchie e nel territorio per un totale di 27 mila interventi l’anno. (set) 

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