8 novembre 2016 ore: 09:25
Giustizia

Premiati i racconti dei detenuti dedicati al perdono: ecco i vincitori

Dedicata al perdono la VI edizione del premio "Goliarda Sapienza", ieri la premiazione. Maggio, vincitore con il racconto "Cemento Urlante": premio porti la lettura e la scrittura nelle carceri
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- Roma - "Questo premio non diventi un momento autoreferenziale, ma che porti la lettura e la scrittura nelle carceri". A parlare e' Michele Maggio, autore del racconto 'Cemento Urlante', vincitore della VI edizione del premio "Goliarda Sapienza", la cui cerimonia conclusiva si e' svolta ieri a Roma nella rotonda del carcere di Regina Coeli. Il premio, che quest'anno aveva come tema il perdono, e' rivolto ai detenuti delle carceri di tutta Italia e promosso dal Dipartimento dell'amministrazione Penitenziaria (Dap), dal ministero della Giustizia, da Siae e Inverso Onlus.

Nella rotonda di via della Lungara non c'erano detenuti, ma solo scrittori: alcuni giovanissimi, come i finalisti della sezione 'Minori e Giovani Adulti', altri piu' 'navigati', come Erri De Luca, Elio Pecora e Mogol, che insieme a molti altri autori hanno partecipato al progetto. I detenuti del carcere romano guardano la scena attraverso le grate, dall'alto dei bracci carcerari che affacciano sullo stanzone: a loro va il saluto dello scrittore Guido Barlozzetti, che sottolinea: "sono anche loro i protagonisti, stasera".

Tanta commozione tra i premiati, che oltre a un riconoscimento in denaro hanno visto pubblicati i loro racconti, insieme a quelli dei finalisti, nel libro edito da Rai Eri "Cosi' vicino alla felicita'", con prefazione di Dario Edoardo Vigano', prefetto della segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. Ogni racconto e' introdotto da uno scrittore affermato, molti dei quali hanno anche incontrato e consigliato gli scrittori esordienti.

I vincitori per la categoria adulti sono, oltre al gia' citato Maggio, Stefano Lemma al secondo posto con "L'Orto delle fate" e terzo Salvatore Torre con "Parafrasi di un lutto diversamente elaborato".
Per la sezione giovani il primo premio va ad Antonio, autore di "Il biglietto di Rosa Parks", a cui il suo tutor Erri De Luca dedica dal palco una struggente poesia di Nazim Hikmet per portare l'attenzione sulla "mutilazione dell'affettivita'" in carcere.
Medaglie d'oro e argento rispettivamente a 'Unknown' con "Perdonate l'emozione" e a Raffaele Amabile con "C'e' Anna". Menzioni speciali anche a Fanfaru', Sebastiano Primo, Massimo Armando Raganato e al giovane Valia. Alla premiazione, tra i rappresentanti istituzionali, presenti il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, il capo dipartimento dell'Amministrazione penitenzaria, Santi Consolo, e quello per la Giustizia minorile, Francesco Cascini, oltre a Pierferdinando Casini che presiede la Commissione Esteri del Senato. Madrina del premio la scrittrice Dacia Maraini, che non e' potuta venire.

C'erano poi Serena Dandini, che ha condotto la cerimonia, e il presidente della giuria Elio Pecora, che ha detto: "Ero amico di Goliarda e mi sono domandato se avrebbe approvato il premio. Mi dico di sì, e non perchè la società' borghese entra qui dentro a fare una festa, ma perche' il mondo si serva del racconto di chi sta dentro - e' il senso delle sue parole - dentro queste esperienze c'e' la sostanza di vita che tanti miei colleghi possono invidiare". "Da quello che scrivete emerge la vostra storia e quello che avete dentro- ha detto il sottosegretario Ferri - anche nell'attivita' giudiziaria l'emozione puo' far emergere la verita'". (DIRE)

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