24 settembre 2020 ore: 12:44
Non profit

Premio Colombe d'oro 2020 a Nello Scavo, Antonio Mazzeo e Francesca Nava

Edizione dedicata alla pandemia da coronavirus, premiazione l'8 dicembre. Nava: "Fare luce, dovere morale e battaglia di civiltà". Scavo: "Un giornalismo di pace deve raccontare i conflitti". Mazzeo: "Riconoscimento più autorevole di un percorso di vita". Premio speciale a Paolo Miranda, infermiere dell'Ospedale di Cremona
colomba d'oro 2020

ROMA - Va a Nello ScavoAntonio Mazzeo e Francesca Nava il Premio Colombe d'oro per la Pace 2020, che quest’anno ha come filo rosso la pandemia da coronavirus. La Colomba d’oro, opera dello “scultore dei Papi” Pericle Fazzini, viene assegnata ogni anno a personalità del mondo dell'informazione che si sono distinte nel far conoscere casi virtuosi di gestione nonviolenta dei conflitti e di cooperazione internazionale e, nella società civile, si sono fatte portatrici di ideali di empatia, solidarietà e dialogo fra le persone. La premiazione l'8 ottobre a Roma dell'iniziativa, organizzata da Archivio Disarmo con il sostegno delle Cooperative aderenti a Legacoop. 

"Un giornalismo di pace deve raccontare i conflitti. Ancora di più oggi, quando le guerre 'iper-tecnologiche' sembrano suggerire la consolatoria narrazione di battaglie 'chirurgiche', quasi senza vittime", commenta Nello Scavo, giornalista di Avvenire, autore di importanti inchieste, tra cui quella sulla trattativa Italia-Libia in materia di immigrazione che ha coinvolto anche trafficanti di esseri umani. "Non di rado trasformando le vittime in colpevoli, giustificando così nuovi muri e nuovi campi di prigionia sotto i nostri occhi. Il nostro dovere non è solo esserci, ma essere 'voce di chi non ha voce', concedere agli 'ultimi della fila' almeno il diritto di parola".

Sono davvero felice per questo prestigioso premio - commenta Antonio Mazzeo, blogger e giornalista freelance, esponente del comitato NO MUOS a Niscemi, che si è occupato della militarizzazione del territorio in Sicilia e del ruolo della criminalità organizzata nell'edificazione di opere dannose per l'ambiente.  "E' il riconoscimento più autorevole di un percorso di vita dedicato alla ricerca e documentazione sui processi di militarizzazione e riarmo dei territori, contribuendo alla promozione delle campagne per la pace, il disarmo e la nonviolenza

Riconoscimento anche a Francesca Nava che su The Post Internazionale, è stata la prima giornalista a indagare sull'epidemia di Covid 19 a Bergamo e sulle drammatiche conseguenze della mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e a Nembro. "Fare luce sulle responsabilità e sulle negligenze commesse durante la pandemia 2020 - commenta - , a partire dal focolaio bergamasco mai isolato, non è solo un dovere morale di ogni cronista, ma è anche una battaglia di civiltà che riguarda ognuno di noi.  Per me è stato anche un profondo momento di dolore e di rielaborazione del lutto. Per riflettere tutti insieme, per cambiare rotta e per non commettere mai più gli stessi errori”

La Giuria – formata da Fabrizio Battistelli, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta – ha inoltre assegnato un premio speciale a Paolo Miranda, infermiere dell'Ospedale di Cremona e appassionato di fotografia. In prima fila al culmine dell’emergenza, con la sua Reflex ha documentato l'eroismo e la quotidianità del memorabile sforzo espresso dagli operatori sanitari. “Sono onorato di ricevere un premio così importante per una motivazione altrettanto importante – dice Paolo Miranda – mi sento di riceverlo anche a nome di tutti i miei colleghi. Spero che la mia testimonianza sia servita a mostrare alle persone il momento di estrema difficoltà che stavamo attraversando e la gravità della situazione”.

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