9 marzo 2015 ore: 16:42
Salute

Premio Fausto Rossano: Opg, Alzheimer e disagio esistenziale i temi dei film vincitori

Grande successo per la prima edizione del Premio cinematografico per il pieno diritto alla salute. La vittoria è andata a "Il Viaggio di Marco Cavallo" sugli Opg, dei registi Erika Rossi e Giuseppe Tedeschi, ex aequo con "Lo Stato della Follia" di Pasquale Cordio
Premio Cinematografico "Fausto Rossano"
Premio Cinematografico "Fausto Rossano"

NAPOLI - “Il cavallo è magico, dovunque arriva sfonda muri e porte. La sua è una storia  che ha prodotto tante cose e che non si ferma”. Vince la prima edizione del Premio Cinematografico Fausto Rossano per il pieno diritto alla salute, il film "Il Viaggio di Marco Cavallo" sugli ospedali psichiatrici giudiziari, dei registi Erika Rossi e Giuseppe Tedeschi e così lo commenta lo psichiatra e allievo di Basaglia Peppe Dell’Acqua (che è tra gli interpreti) per l’occasione al Palazzo delle Arti di Napoli, dove ha ricevuto la scultura in cartapesta creata dall’artista Claudio Cuomo per l’iniziativa. Il film ha vinto nella categoria lungometraggi ex aequo con "Lo Stato della Follia" di Pasquale Cordio, che racconta in prima persona l’esperienza di un attore, ex-internato presso un Opg.

Azzurro cavallo Marco

“Il primo pone su un livello di soggettività narrante il viaggio e nel tempo e nel cuore della questione degli Opg e la scelta della metafora (l'azzurro cavallo Marco) è efficace e potente dal punto di vista simbolico. L'altro racconta il precipitare nella ‘follia’ degli Opg dal punto di vista di chi l'ha vissuto e lo vive, risolvendosi in una dolente documentazione di denuncia. Entrambi dimostrano la felice sintesi tra narrazione di fiction e cinema della realtà”, si legge nella motivazione espressa dalla giuria presieduta dalla giornalista Titta Fiore de "Il Mattino" e composta dalla sceneggiatrice e psicologa analista Chiara Tozzi, dal presidente dell’associazione Città del Monte, Ciccio Capozzi, dalla psichiatra analista Barbara Massimilla, dallo psichiatra Ignazio Senatore e da Sabrina Morena del Festival Spaesati di Trieste.

I temi. Diversi gli argomenti trattati negli oltre 60 film in concorso: dalla vecchiaia alla depressione, fino alle esperienze di recupero sociale. L'Alzheimer e il disagio esistenziale sono invece al centro dei due film (anche qui un ex aequo) vincitori nella sezione dei cortometraggi:  "La valigia" di Pier Paolo Pisanelli e "Malatedda" di Diego Manfredini. Con l'animazione stop motion il primo, secondo la giuria “trova una cifra stilistica originale e densa di umanità”, mentre il secondo “individua con concisa freschezza stilistica un percorso che tocca il malessere esistenziale, evocandolo con delicatezza e grande cura estetico-poetica”.
Attribuite anche due menzioni speciali, al film "Ubuntu" di Antonella Grieco, storia di una madre e del suo bambino affetto dalla sindrome di Down alla periferia di Nairobi, e quella "Giovani" al corto Senectus ipsa morbus della giovanissima regista Rosa Maietta, anch'esso sull'Alzheimer: “impietoso, volutamente sgradevole nell'impatto visivo e geniale nel coniugare l'abbandono senile con il contrappunto televisivo”.
Una menzione speciale è andata al regista Pupi Avati per il suo impegno sociale, per il quale è stato premiato anche il medico del Napoli Calcio, Alfonso De Nicola, che ha introdotto (insieme alla Fondazione Fioravante Polito, dal nome del calciatore morto di leucemia) la procedura del Passaporto Ematico per i giovani atleti:  una carta con tutti gli esami ematici e cardiaci svolti da chi pratica sport (ma anche da chi non ne pratica) da ripetere con regolarità per evitare malattie e malori.


Il Premio è stato organizzato dalle associazioni Aipa, Airsam e Cinema e Diritti con il gruppo Gesco, per ricordare la figura dello psichiatra napoletano Fausto Rossano (scomparso due anni fa) che fu l’ultimo direttore del manicomio Leonardo Bianchi e anche colui che ne decretò la chiusura, contribuendo all’applicazione della legge Basaglia a Napoli. 

Numerose le testimonianze in sala per questa prima edizione, come quella di membri del “Comitato Verità e Giustizia per Franco Mastrogiovanni”, impegnati a restituire giustizia alla vicenda del maestro elementare di Castelnuovo di Cilento, morto il 4 agosto 2009 legato mani e piedi ad un letto del reparto di psichiatria dell’ospedale di Vallo della Lucania, dove era stato ricoverato pochi giorni prima. Si è parlato anche delle pratiche terapeutiche invasive, in particolare dell’elettroshock con il Collettivo Antipsichiatrico “Antonin Artaud” di Pisa, che all’argomento ha dedicato un libro. Abbandonata per lungo tempo, la procedura elettroconvulsivante è stata riportata in auge, a dispetto delle fratture e delle perdite di memoria che comporta, durante gli anni ’80 su pressioni delle assicurazioni sanitarie attive negli Stati Uniti, dove oggi viene praticata anche sui bambini. In Italia, questo trattamento che coinvolge ogni anno oltre mille persone, è stato reintrodotto negli anni ’90 dall’allora ministro della Sanità Rosi Bindi. Nel 2002 le Regioni Piemonte, Toscana e Marche avevano dato vita ad un provvedimento legislativo di abolizione, ritenuto incostituzionale dalla Corte Costituzionale, ma nel 2013 la Regione Sicilia ha varato un provvedimento analogo sul quale la Corte non si è ancora espressa. (ip)

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