11 giugno 2015 ore: 16:33
Immigrazione

Presidio dei migranti per chiedere un permesso di soggiorno europeo

È una delle richieste contenuta nella lettera del Coordinamento migranti indirizzata al presidente della Regione. Obiettivo? Potersi muovere oltre i confini italiani in cerca di lavoro. Il 13 giugno la manifestazione e il presidio dei migranti in viale Aldo Moro
Permesso di soggiorno, mani con passaporto

BOLOGNA – Un permesso di soggiorno europeo valido 2 anni e senza condizioni per il rinnovo. Per avere la possibilità di muoversi oltre i confini italiani alla ricerca di un lavoro. È una delle richieste contenute nella lettera che il Coordinamento migranti dell’Emilia-Romagna ha indirizzato al Presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessore al Welfare Elisabetta Gualmini. Il 13 giugno i migranti provenienti da diverse città del territorio si ritroveranno davanti alla sede della Regione in viale Aldo Moro (con partenza da piazza dell’Unità alle 14) per chiedere al Presidente Bonaccini di convocare un incontro con i dirigenti di Questure, Prefetture e i funzionari degli Uffici immigrazione per affrontare il tema del permesso di soggiorno e dei diritti dei migranti. Il punto in questione è l’uniformità dei comportamenti nella gestione delle pratiche che comportano il rinnovo del permesso che spesso, secondo il Coordinamento dei migranti, cambiano da provincia a provincia in base alla discrezionalità delle istituzioni. “Girando per le province di Bologna, Piacenza, Modena e Rimini abbiamo parlato con molti migranti e tutti ci hanno raccontato delle rigidità con cui le Questure e le Prefetture applicano la legge nel rinnovare i permessi – spiega Giorgio Grappi del Coordinamento migranti – C’è troppa arbitrarietà da parte delle istituzioni e per questo che chiediamo a Bonaccini di farsi portavoce di quest’istanza e cercare di arrivare a una soluzione”.

Le loro richieste però non si fermano solo a ottenere un permesso di soggiorno europeo con validità biennale, ma anche a chiedere che la Regione Emilia-Romagna si faccia promotrice di una rivendicazione nazionale per migliorare le politiche d’accoglienza dei migranti che arrivano in Italia e del riconoscimento della cittadinanza dei figli di stranieri nati in Italia. “Con l’inchiesta Mafia Capitale si è scoperto che c’è chi si arricchisce con la disperazione – dice Babacar Ndiaye del Coordinamento – Non è possibile che la questione dell’accoglienza sia considerata un business. La mia preoccupazione è che quello che è accaduto a Roma riguardi un po’ tutti”. In piazza con i migranti il 13 giugno ci saranno Fiom, Cobas e le associazioni del territorio che lavorano con gli stranieri. (Dino Collazzo)

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