14 maggio 2015 ore: 16:18
Immigrazione

Primo salvataggio per la nave di Medici senza frontiere: soccorsi 477 migranti

La nave di MSF Bourbon Argos arriverà nel pomeriggio ad Augusta. A bordo anche 17 bambini. Sempre ieri altri 188 migranti salvati dal Moas. De Filippi: “Su quel barcone non ce l’avrebbero mai fatta ad attraversare il Mediterraneo”
Immigrati soccorsi in mare sbarcano

ROMA – In arrivo al porto di Augusta, in Sicilia, la nave Bourbon Argos di Medici senza frontiere (Msf), salpata sabato scorso per rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso in mare di Msf, che ieri ha effettuato il primo salvataggio di 477 persone, tra cui 141 donne e 17 bambini. Gli ospiti della Bourbon Argos sono in buone condizioni, spiega l’organizzazione. La maggior parte di loro è di origine eritrea, mentre altre provengono da Bangladesh, Siria e Somalia. Dopo la prima accoglienza e la distribuzione di generi di conforto, l'équipe di Msf ha effettuato consultazioni mediche e alcuni interventi sanitari minori. “È stata una grandissima emozione vedere 477 visi sereni certi che il peggio era ormai passato - ha detto Loris De Filippi, presidente di Msf, a bordo dell’imbarcazione come coordinatore medico -. Il barcone che li aveva trasportati fino a quel momento era del tutto malandato e non ce l'avrebbe mai fatta ad attraversare il Mediterraneo. Abbiamo fatto di tutto per accoglierli al meglio, fornendo cibo, lenzuola termiche, acqua, materassi per le donne e i bambini, consultazioni mediche. Vedere quei 17 bambini giocare mangiare mele e rincorrersi sul ponte della nostra nave è un'immagine che resterà per sempre nei nostri cuori”.

Altri due salvataggi in mare, sempre ieri, compiuti dalla nave MY Phoenix, che opera nell’ambito dell’operazione di ricerca e soccorso congiunta con il Moas (Migrant offshore aid station) per un totale di 188 persone provenienti da diversi paesi dell’Africa Subsahariana. Anche in questo caso tutte le persone sono in buone condizioni di salute e verranno sbarcate nelle prossime ore in Italia. Intanto, cresce la preoccupazione per il rafforzamento dell’azione militare nel Mediterraneo. “Per Medici senza frontiere – si legge in una nota - l'aumento dei finanziamenti e del raggio d’azione della missione Frontex/Triton è un segno positivo di assunzione di responsabilità da parte dell’Europa, ma l’organizzazione è preoccupata per il possibile impatto di una missione che ha molteplici obiettivi. Le conseguenze di una forte azione militare contro i trafficanti potrebbero infatti compromettere le attività di ricerca e soccorso portate avanti da organizzazioni umanitarie e avere un serio impatto sulle persone che stiamo cercando di aiutare”.

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