28 marzo 2019 ore: 13:14
Famiglia

Primo sì per la "mini naja": percorsi formativi volontari per i giovani

L'Aula della Camera ha approvato, in prima lettura, una proposta di legge dell’on. Matteo Perego Di Cremnago (Forza Italia) come primo firmatario. Un progetto analogo fu esposto già nel 2009 dall’ex ministro La Russa. Ecco cosa prevede la proposta
Augusto Casasoli/A3/Contrasto Camera dei deputati

ROMA - L'Aula della Camera ha approvato il 27 marzo, in prima lettura, una proposta di legge (A.C. 1012 ) dell’on. Matteo Perego Di Cremnago (Forza Italia) come primo firmatario, che prevede l'avvio di una sorta di “mini-naja”, un progetto sperimentale per la realizzazione di percorsi formativi volontari in ambito militare per giovani italiani. La proposta di legge passa ora all’esame del Senato e, se approvata, prevede che primi avvii avvengano il prossimo anno, per un impegno economico previsto di 1 milione di euro per il 2020 e di 500.000 euro per il 2021.

“Per progetto sperimentale di formazione in ambito militare – spiega l’Ufficio studi della Camera - s'intende un progetto, di durata semestrale e non retribuito, rivolto a cittadini italiani di età compresa tra i 18 e i 22 anni”, articolato in corsi di studio in modalità e-learning, apprendimento pratico e in esperienze presso le strutture formative, operative e addestrative delle Forze armate e dell'Arma dei carabinieri, comprese le scuole e le accademie militari.
Questa proposta sarebbe orientata, secondo i promotori, principalmente alla “comprensione del valore civico della difesa della patria sancito dall'articolo 52 della Costituzione quale sacro dovere di ogni cittadino”, ma anche alla conoscenza dei valori legati alla difesa delle istituzioni e alle Forze Armate, nonché dei pericoli alla sicurezza interna ed internazionale.

Una particolare attenzione sarà legata anche all’approfondimento di elementi di “conoscenza del tema relativo all’evoluzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nell’ambito delle Forze armate e al conseguente sviluppo di adeguati sistemi di difesa cibernetica, con particolare riferimento alle attività del Comando interforze per le operazioni cibernetiche”.

Al termine dello svolgimento di questo periodo di formazione in ambito militare il giovane riceverà un attestato che ne certifichi l'esito positivo, da utilizzare nel proprio curriculum vitae lavorativo e costituirà, inoltre, titolo valutabile ai fini della nomina ad ufficiale di complemento. “Lo svolgimento con esito positivo del progetto sperimentale consentirà, inoltre, l'acquisizione di crediti formativi universitari”, precisa la Camera, che ricorda come “con decreto del Ministro della difesa, sono individuate le più adeguate forme di valorizzazione del progetto sperimentale di formazione svolto ai sensi della presente legge negli ambiti di competenza dell'Amministrazione della difesa”.
Sarà il Capo di Stato maggiore della difesa a prevedere quanti giovani saranno coinvolti annualmente, la cui partecipazione è comunque volontaria e sottoposta a selezione.

Ricordiamo come già nel 2009 era stato voluto dall’allora Ministro della Difesa, oggi senatore di FdI, Ignazio La Russa, un progetto analogo, chiamato "Vivi le Forze Armate. Militare per tre settimane" per un costo di 20 milioni di euro in tre anni. Lo scorso anno era stato invece Sebastiano Favero, il presidente nazionale dell’Ana (Associazione Nazionale Alpini), che dal mondo militare di leva ha sempre preso i suoi iscritti, a chiedere che fosse previsto per i giovani italiani la possibilità di svolgere “un servizio, per 6 o 8 mesi, in caserma, non in armi, lontano dalla famiglia e rimborsato, come lo è il servizio civile”. (FSp)

© Copyright Redattore Sociale