13 novembre 2015 ore: 16:43
Immigrazione

Profughi picchiati dalla polizia tra Serbia e Turchia: Oxfam chiede un'indagine

Sono 100 racconti di afgani, siriani e iracheni raccolte dal Centro di Belgrado per i diritti umani, nell’ambito del progetto Safe Passage: una ricerca finanziata da Oxfam che dà conto delle violazioni e degli abusi di polizia
Profughi in marcia nei balcani

ROMA - Un profugo viene minacciato dalla polizia con una pistola puntata alla testa. Altri dieci giacciono a terra ed assistono alla scena. Spaventati, cercano di scappare, ma gli agenti li picchiano ripetutamente e li derubano. Allora vengono lasciati senza cibo né acqua. Arrivati al confine con la Serbia, le forze dell’ordine gli lanciano addosso dei cani poliziotto: di sette di loro si perdono le tracce.

Siamo in Bulgaria, e questa è solo una delle 100 testimonianze di profughi  afgani, siriani e iracheni raccolte dal Centro di Belgrado per i diritti umani, nell’ambito del progetto Safe Passage: una ricerca finanziata da Oxfam che dà conto delle violazioni e degli abusi di polizia avvenuti al confine con la Serbia e la Turchia.

Estorsioni, rapine, violenze, aggressioni e minacce di espulsione sono all’ordine del giorno sulla frontiera bulgara. Le interviste sono state raccolte a Dimitrovgrad, sul confine con la Serbia, dove ogni giorno passano più di 200 prsone. Non si tratta certo di casi isolati, dato che anche l’Helsinki Commettee for Human Rights di Sofia aveva riportato numerose denunce di maltrattamenti e violenze a scapito di chi tenta di varcare la frontiera.

Oxfam e il Centro dei Diritti umani di Belgrado, in un appello urgente all’Unione Europea ed al Governo Bulgaro, chiedono di aprire un’indagine sugli abusi denunciati e far sì che i funzionari di polizia rispettino la dignità delle persone che vi transitano nelle operazioni di frontiera.

 “Tutte le persone con cui abbiamo parlato, arrivate in Serbia attraverso la Bulgaria negli ultimi 5 mesi, ci hanno raccontato di aver subito abusi e violenze atroci – dichiara Nikolina Milic, del Centro per i diritti umani di Belgrado - Con questo rapporto vogliamo far sapere a tutto il mondo cosa presumibilmente accade in Bulgaria su base quotidiana. La violenza di cui sono vittime persone che fuggono da guerra e povertà è davvero inaccettabile in un paese dell’Ue. Per questo chiediamo un’inchiesta indipendente sui fatti denunciati nel nostro rapporto e al governo bulgaro di esprimere una ferma condanna per questa grave violazione di diritti umani”

Anche Stefano Baldini, direttore di Oxfam per l’Europa sud-orientale, sottolinea che i rifugiati che arrivano in Europa hanno diritto di ricevere protezione, non di essere vittime di ulteriori abusi e violenze xenofobe. “Alla luce di queste gravi violazioni” afferma Baldini  l’’Unione Europea deve intervenire e agire per garantire il rispetto dei diritti umani fondamentali all’interno dei suoi confini”. (Marta Menghi)

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