2 aprile 2017 ore: 11:38
Disabilità

Progetti e oggetti inclusivi: quando il design è sociale... e for all

Alla vigilia della Design week 2017 a Milano, il Centro Benedetta D'Intino organizza una serata sul "design for all", con designer, architetti e neuropsichiatri. "Dalla mobilità, al turismo, ai servizi alla persona, il design riguarda tutti, dalle persone anziane alle famiglie con bambini"
Milano, fuorisalone 2017

MILANO - Il design può facilitare la vita delle persone con disabilità? Basta dare un'occhiata al programma del Fuorisalone (4-9 aprile,  in corrispondenza del Salone Internazionale del Mobile), per rendersi conto che la risposta è senz'altro positiva. Sono infatti numerosi gli appuntamenti in cui vengono presentati progetti, installazioni o oggettistica inclusivi. Di questa tendenza se ne parla lunedì 3 aprile, alle ore 18.45, nel chiostro bramantesco dell'Istituto Orsoline di San Carlo (via Lanzone 53) con l'incontro " “Oltre. Design sociale all’In-chiostro”, organizzato dal Centro Benedetta D'Intino, la cui mission è l'assistenza ai bambini con gravi disabilità e alle loro famiglie. "Dalla mobilità, al turismo, ai servizi alla persona, il design for all riguarda tutti, dalle persone anziane alle famiglie con bambini. Ecco perché in una scuola, nella settimana del Fuorisalone si è scelto di andare oltre, e richiamare l’attenzione sul design sociale", spiegano gli organizzatori.

La serata si aprirà con un’intervista a Giulio Ceppi, anima del network Archdiversity, e ad Alessandro Chiarato, direttore della Scuola di Design IED di Milano. A seguire ci sarà un talk, moderato da Paola Pierotti, di PPAN, a cui si uniranno Lisa Noja, delegata dal Sindaco di Milano alle Politiche per l’Accessibilità, ed Emanuela Maggioni, neuropsichiatra infantile e direttore sanitario del Centro Benedetta D’Intino Onlus. Dopo il talk, andrà in scena "Senza parole", uno spettacolo di luci, ombre e distorsioni sonore, che racconta la condizione di chi non può parlare ma ha un mondo interiore di pensieri, stati d’animo, desideri da condividere. "Senza parole" è tratto dall’omonima raccolta di testimonianze, scritte a più mani dai familiari di bambini e ragazzi seguiti al Centro. (dp)

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