2 settembre 2014 ore: 14:09
Economia

Programma 1000 asili, Iori: "Servizi di qualità, rilancio economico per il paese"

La responsabile nazionale del Pd per l'infanzia e l'adolescenza alla Festa dell'Unita' nazionale del Pd su scuola e università al via oggi in Umbria. "Impoverimento educativo è anche impoverimento economico"
Alberto Cristofari/Contrasto Asilo nido. Bambini seduti intorno al tavolo

Foto di Alberto Cristofari

Roma - È dedicata ai "Saperi 2.0" la Festa dell'Unita' nazionale del Pd su scuola e universita' che prende il via oggi a Orvieto, in Umbria. Cinque giorni di eventi e dibattiti per affrontare i temi che stanno piu' a cuore al mondo della scuola: infanzia, integrazione, didattica digitale, edilizia scolastica, tasso di dispersione, legge sul sostegno e sistema duale scuola-lavoro. Domani sara' la volta della deputata reggiana Vanna Iori, responsabile nazionale del Pd per l'infanzia e l'adolescenza, protagonista di una tavola rotonda sul tema dei servizi all'infanzia dal titolo 'Chiedo asilo'.

"Sono contenta del programma '1.000 asili' annunciato dal premier Renzi - ha spiegato la parlamentare - Offrire servizi all'infanzia precoci, innovativi, flessibili e di qualita' non e' solo una questione pedagogica e sociale, ma e' anche un rilancio economico del paese, poiche' l'impoverimento educativo e' anche impoverimento economico, come dimostrano tutte le ricerche comparative mondiali". Nel mondo, infatti, l'Italia risulta al 25esimo posto per l'istruzione sui 29 Paesi a economia avanzata (dati Unicef) e ancora oggi meno di due bambini su dieci possono frequentare un asilo nido. Il picco di eccellenza nel panorama nazionale e' rappresentato dal 26,5% dell'Emilia-Romagna, un livello comunque ancora inferiore rispetto al 33% dell'Europa.

Secondo Vanna Iori "poverta' materiali e immateriali producono costi economici ed educativi poiche' ledono i diritti alla cura, allo sviluppo cognitivo, emotivo, linguistico, sociale, soprattutto per i bambini che crescono all'interno di famiglie a maggior rischio di esclusione sociale". Per questo, ha aggiunto la deputata emiliana, "occorre sviluppare un sistema di promozione dei diritti che coinvolga non solo le pubbliche amministrazioni, che in tempi di crisi sono sempre piu' in difficolta', ma anche collaborazioni con cooperative e welfare aziendale in una pluralita' di esperienze, di offerte e anche di costi. I servizi educativi generano bene sociale perche' l'educazione non e' una questione privata, ma e' sempre pubblica e politica". (DIRE)

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