5 novembre 2014 ore: 16:05
Salute

Quadruplicati a Milano i giocatori d'azzardo patologici: 329 in cura ai Sert

Tre anni fa le persone in cura erano 70. La Regione ha stanziato circa 2,5 milioni di euro per tutto il territorio lombardo. Ed è battaglia, a suon di ricorsi al Tar, tra comuni e gestori delle sale da gioco
Gioco d'azzardo, tre uomini di spalle giocano alle slot

MILANO - In tre anni a Milano è quadruplicato il numero di chi è in cura negli ambulatori dell'Asl per problemi legati alla dipendenza da gioco d'azzardo. Sono infatti 329 le persone seguite attualmente dai Servizi per le tossicodipendenze (Sert), contro le 70 di tre anni fa. "Numeri in assoluto ancora piccoli -commenta l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino-, ma che ci fanno capire come il fenomeno stia diventando preoccupante. Molti non accettano di farsi curare e dobbiamo fare di più per fare conoscere i servizi dedicati". Di gioco d'azzardo si è parlato questa mattina a Palazzo Marino, con l'assessore regionale Viviana Beccalossi, la vicesindaco Lucia De Cesaris, gli assessori Marco Granelli (sicurezza) e Majorino e il presidente di Anci Roberto Scanagatti. Tutti d'accordo sul fatto che è necessaria una legge nazionale che regoli il settore e permetta ai comuni di intervenire. C'è bisogno inoltre di risorse per curare chi è affetto da gioco d'azzardo patologico. Dallo Stato non è ancora arrivato nulla, mentre la Regione ha stanziato circa 2,5 milioni di euro per tutto il territorio lombardo.

Proprio settimana scorsa il Tar regionale della Lombardia ha bocciato per quattro volte il Comune di Milano, sospendendo l'efficacia dell'ordinanza di Pisapia che limita gli orari di apertura delle sale da gioco (vedi lancio del 30 ottobre). "Trovo incredibile che si faccia ricorso contro i Comuni perché intervengono sugli orari  -ha sottolineato il vicesindaco-. Soprattutto visto che è un problema riconosciuto da tutti. Tra l'altro con la nostra ordinanza le sale gioco rimangono comunque aperte ben otto ore. I gestori di queste sale devono cominciare assumersi le responsabilità delle conseguenze della loro attività economica". E sulle sentenze del Tar anche il presidente di Anci Lombardia, Roberto Scanagatti, è intervenuto, affermando che "sui comuni pesano tutte le ricadute sociali del gioco d'azzardo ed la definizione degli orari degli esercizi sono competenze dei sindaci". (dp)

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