4 settembre 2016 ore: 10:00
Non profit

Quell'esercito silenzioso e invisibile dei volontari di madre Teresa

Hanno sposato gli ideali pur restando nel mondo, non professando i voti religiosi e non vivendo tutto il giorno con i poveri. Non hanno bandiere né distintivi: sono medici, infermieri, casalinghe, banchieri. Donano soldi, tempo e aiuto concreto alle suore
Missionarie della Carità - madre teresa

D’accordo, prima vengono loro, le Missionarie della carità fondate da madre Teresa, proclamata santa oggi, 4 settembre. Con il sari bianco orlato di blu, il crocifisso sulla spalla, vivono le loro giornate pregando e servendo i poveri. Ma accanto a loro, -intorno a loro, un esercito silenzioso di volontari senza etichette né gerarchie. Persone affascinate dalla santa di origine albanese, o dal suo carisma, che sostengono la sua opera nel mondo con donazioni di denaro, di abiti e cibo, di detersivi e quanto è necessario per l’igiene personale, di passaggi in macchina e biglietti aerei. Rendono possibile l’agire continuo della Provvidenza con i loro portafogli ma soprattutto con le loro mani, braccia, piedi, volti.

Studenti nella casa accoglienza di Milano
Volontari Madre teresa

Sposano gli ideali della Madre pur restando nel mondo, non professando i voti religiosi e non vivendo h24 con i poveri. Però spendono brandelli del loro tempo, delle loro energie, della loro passione, delle loro giornate, perché farlo li fa sentire in pace, felici, sereni, sempre inquieti con la loro coscienza.

I volontari di madre Teresa non hanno età, colore, sesso, religione, partito. Non vanno sui giornali, non cercano visibilità, non amano ostentazione, proprio come i Missionari e le Missionarie della carità. Fanno il loro servizio, dal lavare i pavimenti all’aiutare in cucina, nel nascondimento e nel silenzio, con le motivazioni più diverse. Non sono consorziati, non hanno loghi né divise. Non puoi riconoscerli tra la folla, non hanno bandiere né distintivi. Alcuni fanno i medici, altri gli infermieri, altre le casalinghe, altri i banchieri. Di tanti non si conosce il passato, le suore non glielo chiedono. Loro dicono solo, a chi esprime il desiderio di fare il volontario: “Come and see”, “Vieni e vedi”. Non parole, spiegazioni, ma contatto spiccio con la realtà cruda dei poveri, di stracci da lavare e pavimenti da lustrare, di patate da sbucciare e sugo da preparare. C’è chi viene una volta sola e chi invece tutte le settimane. Tutti vengono accolti, nessuno giudicato. Una flotta di invisibili che porta avanti il carisma di madre Teresa: amare i più poveri tra i poveri, perché sono la carne di Cristo, direbbe papa Francesco.

Gabriele, aviatore, volontario a Calcutta
Gabriele, aviatore, volontario a Calcutta