16 giugno 2015 ore: 15:15
Non profit

Raccolta abiti usati, "sono 4 mila i cassonetti abusivi"

Armerini (Conau): “Serve garantire tracciabilità e trasparenza”. Un’indagine stima che 25 mila tonnellate di rifiuti tessili ogni anno vengano conferiti in contenitori non ufficiali o con il “porta a porta”. Più esposti piccoli comuni o quelli ad alta intensità abitativa
Cassonetto abiti usati

ROMA - Sono circa 4000 i cassonetti non autorizzati sul territorio nazionale e, insieme alle raccolte “porta a porta”, sottraggono al circuito ufficiale circa 25 mila tonnellate di abiti usati (circa il 25 per cento del totale): lo afferma l’indagine “La raccolta degli abiti usati in Italia – il sistema ufficiale e i circuiti paralleli” promossa dal Conau (Consorzio Nazionale Abiti e Accessori Usati) e presentata questa mattina durante la conferenza “Vestiti usati: dalla beneficenza al riuso e riciclo” tenuta nella biblioteca del Senato a Roma. “Sempre più spesso si registrano attività di raccolta border-line che, a volte violando disposizioni normative, si basano su circuiti paralleli a quelli regolari e autorizzati per la gestione dei rifiuti tessili”, sottolinea la ricerca, che è basata sui dati raccolti dal Conai nelle province in cui operano le aziende consorziate. “Vi è un proliferare di cassonetti e contenitori, posizionati in aree private aperte al pubblico e, a volte anche su strada, soprattutto in piccoli comuni e in quelli ad alta densità abitativa o a quelli vicini a centri di raccolta non autorizzati”, sottolineano i curatori dell’indagine.

- “E’ necessario che si proceda in tempi rapidi alla definizione del decreto previsto dal Testo Unico Ambientale, per fornire un riferimento univoco e preciso su tutto il territorio nazionale per la disciplina delle attività di recupero e riuso degli abiti usati”, ha dichiarato il presidente del Conau Edoardo Amerini. Per il presidente del Conau è fondamentale che “con norme chiare e trasparenti” si individuino “i requisiti degli operatori della filiera e delle reti accreditate per la gestione degli stessi”. Altrimenti i rischi evidenziati dal Conau sono ambientali e di mancanza di certezza sulle destinazioni finali dei materiali raccolti.

Nelle considerazioni conclusive del rapporto si sottolinea che coloro che svolgono attività di raccolta non autorizzata sostengono che i materiali sono da considerarsi donazioni e quindi al di fuori del regime dei rifiuti, mentre il consorzio Conau ritiene che “il concetto di donazione può essere applicato e accettabile solo se viene dimostrato che il cittadino non intende disfarsi del bene ma donare i propri indumenti recandosi nei centri preposti alla distribuzione dei beni ai bisognosi”.

Secondo gli ultimi dati Ispra, nel 2013 sono state raccolte complessivamente 110.900 tonnellate di frazione tessile, con un +10 per cento rispetto al 2012, mentre nel 2009 la quantità era 72mila tonnellate. Significa che ogni italiano conferisce nei cassonetti degli abiti usati 2 Kg di abiti ogni anno, un dato che, se confrontato con quello medio degli altri paesi europei (6 Kg per abitante) mostra di poter crescere ancora. (lj)

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