Raccolta farmaci, Palermo arriva a 12 mila ma ne servono più del doppio
PALERMO - L’anno scorso sono state raccolte a Palermo nella giornata nazionale della raccolta del farmaco circa 6.000 confezioni di farmaci da banco. A queste se ne sono aggiunte durante l’anno altre 6.000, frutto di donazioni aziendali. Il fabbisogno, però, è di circa 30 mila. Questi sono i dati forniti da Giacomo Rondello, responsabile palermitano del Banco Farmaceutico, in occasione della presentazione dei dati avvenuta nella XIV giornata della raccolta del farmaco. Nella sala Lavitrano, del palazzo arcivescovile c’erano, per l’occasione i responsabili dei 19 enti palermitani convenzionati con il banco farmaceutico ai quali vengono distribuiti i farmaci raccolti.
“Come si nota siamo ben lontani dal riuscire a dare una risposta esauriente ad una richiesta che si fa sempre più pressante –dice Giacomo Rondello -. Infatti, mentre la quantità di farmaci raccolta da noi si attesta sugli stessi livelli di quelli del resto d’Italia, la richiesta di interventi è molto più elevata. Ciò vuol dire che la povertà a Palermo è particolarmente forte e tende ad aggravarsi, anche, a causa dell’aumento di immigrati e profughi, che sono quasi del tutto sprovvisti di copertura sanitaria”.
“Ci siamo accorti un giorno - ha raccontato Rondello – che una persona affetta da grave malattia non veniva più a prendere i farmaci di cui aveva bisogno, farmaci che fino a quel momento le avevamo gratuitamente fornito. Ci siamo informati ed abbiamo scoperto che non aveva i soldi per pagarsi il biglietto per venire da Termini Imerese a Palermo. Solo con una colletta tra colleghi siamo riusciti risolvere la questione, anche perché i servizi sociali del Comune non erano in grado di intervenire con efficacia”.
Don Sergio Mattaliano della Caritas Diocesana ha raccontato, invece, dell’impegno sempre crescente sul fronte degli immigrati “una realtà con cui fare i conti, soprattutto in Sicilia, e che richiede una attenzione alla totalità delle persone che si incontrano e che non può essere limitata al bisogno emergente e contingente”. Ed ha poi spiegato: “Nella nostra cultura è prevalente l’idea che carità sia sinonimo di elemosina. Ma non è così. Essa nasce dall’amore di Dio e solo questo può garantire che possa sopravvivere alle difficoltà con cui dobbiamo fare i conti e con il nostro scetticismo, che, di fronte all’aumento dei bisogni, ci fa credere che sia inutile continuare”.
Marina Scardavi dell’associazione “La Danza delle Ombre” che si interessa prevalentemente dei senza fissa dimora, ha detto: “Palermo è la terza città d’Italia, dopo Roma e Milano, per numero di senza fissa dimora. Di fronte a questo bisogno il Banco Farmaceutico cerca di dare una prima risposta a persone che spesso hanno bisogno di farmaci particolari e che sono quasi sempre sprovvisti di assistenza sanitaria. Ma a fronte dell’aumento delle richieste non sempre abbiamo disponibilità sufficienti di medicine”.
“Andando in giro per l’Italia ho riscontrato l’aumento sempre crescente del bisogno di farmaci – afferma Daniele Valerin di donazioni aziendali banco farmaceutico, cui non possiamo far fronte solo con la Giornata della Raccolta del farmaco. Per questo stiamo puntando molto sulle donazioni delle aziende farmaceutiche ed anche su nuovi progetti, come quello partito a Roma per la raccolta di farmaci non scaduti direttamente nelle farmacie che ha dato prime e importanti risposte. Ma il nostro impegno si fonda innanzitutto sui volontari per questo ringraziamo molto le associazioni professionali dei medici e le facoltà di farmacia che testimoniano l’interesse che nutrono per la fondazione e che ci consentono un rapporto diretto con tanti studenti che poi da professionisti sono i nostri migliori alleati in questa opera assistenziale”. (set)