18 luglio 2014 ore: 14:06
Disabilità

Ragazzi autistici maltrattati, le associazioni si costituiscono parte civile

Lo annunciano la sezione marchigiana dell’Angsa (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) e l’associazione Magica-Mente dopo la vicenda del centro "La casa di Alice". “Inascoltate le nostre perplessità sul centro. Ora giustizia esemplare”
Shobha/Contrasto Bambini della luna, autismo, minore autistico grida

ROMA – L’Angsa Marche (Associazione nazionale genitori soggetti autistici) e l’associazione Magica-Mente noi e l’autismo Onlus si costituiranno parte civile in merito alla vicenda che ha coinvolto un centro per ragazzi autistici di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno. È quanto fanno sapere le due associazioni attraverso due distinte note in cui esprimono indignazione per quanto accaduto e chiedono giustizia “esemplare” per i responsabili del centro la Casa di Alice arrestati nei giorni scorsi con l’accusa di aver maltratto i ragazzi autistici ospiti della struttura.

I genitori della sezione marchigiana dell’Angsa si dicono “profondamente indignati, addolorati e preoccupati a causa dell’abominevole maltrattamento riservato a bambini e ragazzi autistici inermi da parte di alcuni educatori del centro. Definirlo socio-educativo-riabilitativo sinceramente ci sembra un’offesa alla dignità delle persone e degli educatori che fanno con coscienza il loro lavoro”. Secondo l’associazione, l’Angsa da anni manifestava perplessità sull’operato del centro di Grottammare, ma le lamentele sono rimaste “inascoltate dalle istituzioni”. Con la costituzione di parte civile, l’Angsa ora chiede che “vengano accertate tutte le eventuali responsabilità personali, amministrative e politiche”, ma chiede soprattutto che venga fatta “giustizia esemplare”.

Per l’associazione Magica-Mente, invece, serve costituire “comitati di controllo” di cui facciano parte genitori e associazioni e che possano “avere libero accesso ai centri e che siano parte costante della programmazione e della gestione dei centri stessi, come già realizzato con altre strutture sul territorio. È una delle basi fondamentali per un corretto rapporto di trasparenza e garanzia di un servizio a tutela dei ragazzi accolti presso i centri”. Fondamentale, inoltre, l’impiego di personale “qualificato, motivato e supportato costantemente in un lavoro di equipe, perché i genitori hanno diritto di lasciare i propri figli in mani sicure, in ambienti strutturati ed accoglienti e non rinchiusi come bestie”. Sulla mancanza di controlli, interviene anche l’Angsa Marche che chiede l’approvazione della Legge regionale per i disturbi dello spettro autistico di prossima presentazione, affinché possa porre rimedio alla “cronica mancanza di qualsiasi tipo di controllo”, affinché, spiega l’associazione, “episodi del genere non si ripetano più in questa e in tutte le strutture che ospitano le persone più fragili”. 

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