25 gennaio 2016 ore: 14:13
Disabilità

Ragazzi con disabilità "quasi amici" con studenti e scout

A Carpi un progetto per avvicinare giovani della stessa età ma con vite differenti. Bova (Il Tesoro Nascosto): “Un veicolo per inserirsi nella comunità, nella quotidianità delle uscite serali, della vasca in piazza, della pizza al sabato sera”
Testamento solidale. Mani sovrapposte - SITO NUOVO

BOLOGNA – L’idea è quella di favorire la relazione tra giovani coetanei: ragazzi under 20 con disabilità e non, che spesso nella vita di tutti i giorni hanno poche possibilità di condivisione e interazione tra di loro. L’iniziativa si chiama ‘Avvicinabili: quasi amici’, e il richiamo al film di Oliver Nakache ed Éric Toledano ‘Intouchables’ è evidente, oltre che voluto. 

Autori del progetto, la Neuropsichiatria dell’Ausl di Carpi e i servizi sociali delle Terre d’Argine (Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera), che hanno individuato e informato le famiglie dei ragazzi con disabilità di questa opportunità; un gruppo di associazioni (Il Tesoro Nascosto, Progetto per la Vita e Fondazione Dopo di Noi) che ha creato il profilo dei ragazzi interessati; i capi scout degli 11 gruppi della diocesi di Carpi che, dopo avere stilato il profilo anche dei volontari, hanno creato gli abbinamenti. I volontari, poi, sono stati adeguatamente formati dall’Università di Modena e Reggio Emilia, che ha dato loro gli strumenti per gestire una relazione non sempre semplice a quell’età. 

Delle 40 famiglie contattate, 19 si sono dette disponibili: i ragazzi (e ragazze) hanno dai 14 ai 19 anni. Gli scout volontari, a oggi, sono 6, tutte femmine. Così, sono partiti i primi 6 abbinamenti. “Naturalmente abbiamo già in cantiere le soluzioni su come accogliere i ragazzi rimasti fuori in questa prima fase e le altre famiglie che nel frattempo hanno chiesto di partecipare”, spiega Nelson Bova dell’associazione Il Tesoro Nascosto. 

La prima tappa dell’iniziativa ha avuto luogo pochi giorni fa, quando i volontari hanno organizzato, di loro iniziativa, una piccola festa nella parrocchia di Quartirolo con caccia al tesoro e buffet per i nuovi amici. In questa occasione si sono formate le coppie: “In questo modo i ragazzi con disabilità non percepiscono i normodotati come infermieri o tutor, ma semplicemente come coetanei che hanno il piacere e la voglia di condividere con loro qualche ora alla settimana – continua Bova –. Con loro e in gruppo, perché ‘Avvicinabili: quasi amici’ non è pensato come un rapporto a due, ma come un veicolo per inserirsi nella comunità, nella quotidianità delle uscite serali, della vasca in piazza, della pizza al sabato sera”. 

Il progetto, in tutti i suoi passaggi, si basa completamente sulla gratuità, sulla voglia dei ragazzi di donare parte del proprio tempo, sul servizio di volontariato degli scout e, magari successivamente, sui crediti formativi. Per i ragazzi disabili più giovani ci sarà una fase due che vedrà il coinvolgimento di un istituto comprensivo di Carpi e dei ragazzi delle scuole superiori di primo grado. “Magari in futuro si potrà pensare a una fase 3, con l’allargamento dell’iniziativa ad altre criticità”, annuncia Bova. (Ambra Notari)

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