23 maggio 2014 ore: 16:55
Società

Ragazzi delle medie “volontari per la conoscenza” insegnano internet agli over 60

Il progetto di alfabetizzazione informatica è promosso da Mondo digitale e caratterizzato da discenti ultrasessantenni e docenti teenager. Coinvolte 3.300 persone nell’anno scolastico 2013-2014
Fabio Cuttica/Contrasto Anziani: signora al computer

Anziani: signora al computer

ROMA - Reciprocità culturale intergenerazionale. Questo il leitmotiv alla base del progetto “Volontari della conoscenza”, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Il progetto, uno di tanti promossi dalla fondazione Mondo digitale, rientra nell'ambito del progetto più ampio chiamato “Nonni su internet”, nato nel 2003 .

“Volontari per la conoscenza” è un programma didattico di alfabetizzazione informatica e digitale rivolto agli over 60 e promosso sull’intero territorio nazionale il cui corpo docente ,ed è questa la particolarità, è composto da ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori. Ben 3300 le persone coinvolte nel corso dell’anno scolastico 2013-2014. E tra queste, 62 segnalazioni di eccellenza, appartenenti ad ambo gli universi anagrafici , si sono incontrate, stamane in Campidoglio per la premiazione finale.

“La maggior parte dei volontari, grazie alle diverse declinazioni del progetto  Nonni su Internet, è impegnata in attività per ridurre il divario digitale delle fasce della popolazione a richio di esclusione (anziani, stranieri, casalinghe ecc.)”, spiega Alfonso Molina, professore di Strategie delle Tecnologie all’Università di Edimbugo e direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale. “Ma non solo. Sono volontari della conoscenza anche artigiani e imprenditori che si sono messi a disposizione degli studenti per guidarli e sostenerli nella scelta imprenditoriale, grazie a progetti di successo come Meet no Neet, The Italian Makers o Tra generazioni: l’unione crea il lavoro. Così come esperti di innovazione sociale aiutano i giovani ad elaborare strategie per cambiare e sviluppare il territorio in cui vivono”. La Fondazione Mondo Digitale ha messo a disposizione della Rete anche la piattaforma di crowdfunding integrata a Phyrtual.org, un ambiente interattivo on line per la condivisione dei progetti e della conoscenza, la socializzazione e la crescita delle esperienze di innovazione sociale. “Con la nostra metodologia interveniamo dal basso su alcune emergenze del paese, come il ritardo dell’Agenda digitale italiana o la disoccupazione giovanile. Siamo convinti che giovani, adulti e anziani possano imparare insieme a “fare il lavoro”.

Mirta Michilli, direttore generale della Fondazione Mondo Digitale, invita i componenti dei due Cantieri per la scuola, voluti dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, a guardare la scuola italiana anche attraverso la lente dell’innovazione sociale: “C’è da sempre una scuola che funziona, motore di sviluppo per il territorio che la circonda. Da quando siamo nati cerchiamo di dare sostegno a queste realtà e metterle in rete, affinché funzioni una sorta di contagio virale”. “Non solo abbiamo sviluppato una piattaforma ricca di contenuti, attività, strumenti e progetti, che mettiamo a disposizione anche della PA per promuovere la partecipazione dei cittadini in ogni ambito”, spiega Mirta Michilli, “abbiamo inventato, progettato e realizzato uno spazio firtuale (fisico e virtuale) dove sperimentare l’innovazione in tutte le sue dimensioni, la Palestra dell’Innovazione (Phyrtual InnovationGym) a via del Quadraro”. E aggiunge: “È il posto ideale dove fare cantiere per la scuola”.   

Ecco alcune voci dei volontari che abbiamo incontrato. “Ho imparato ad avere pazienza –racconta Cristina,18 anni, studentessa dell’ istituto tecnico Castigliano di Asti- a comunicare con assertività. E ad ascoltare. Perché se è vero che noi abbiamo insegnato ai nostri nonni il computer, loro sanno insegnarti la vita. La vita: quella cosa che non basta un clic per cambiare in meglio. E in cui a volte basta assai meno di un clic per vedere stravolta”. “Ho imparato a mettermi nei panni degli altri – dice Elena,14 anni, trevigiana, ormai in odor di licenza media e pronta a spiccare il volo verso il liceo linguistico – io seguivo 2 nonni : ho mostrato  loro come funziona il computer dall’abc alle potenzialità della rete e ora anche loro hanno un computer; e ci sentiamo su Skype”.

E poi c’è Luciano, apparentemente più piccolo dei suoi 12 anni, che con lo sguardo furbo annuncia la sua scoperta medico-scientifica  tutt’altro che banale “ho notato che usare il mouse e la tastiera fa bene a chi ha l’artrosi alle mani – esclama sorridente –le prime volte la nonnetta che seguivo non riusciva a fare il “doppio clic” con il mouse, dopo una ventina di ore di corso invece faceva tutto da sola. Un vero e proprio metodo, quello utilizzato da Luciano “ prima le spiegavo le cose-puntualizza il simpaticissimo “fantino” dell’istituto comprensivo romano di via Manassei - poi le scrivevo su foglio a parte delle cose da fare, tipo verifica ; e lei ha sempre finite tutte in pochissimo tempo.”

E i nonni? Che ne pensano di “volontari della conoscenza”? “L’idea mi è piaciuta subito e ho dato la mia disponibilità con entusiasmo – dice Riccardo Pasquarelli, presidente 80enne  del centro anziani capitolino Primo maggio –questo per me è il  quart’anno di partecipazione, siamo riusciti ad aprire all’interno del nostro centro un ufficio di servizi al cittadino gestito da ragazzi ex-tutor e puntiamo ad aprirne un altro gestito da quegli stessi anziani oggi finalmente informatizzati. Quei ragazzi hanno trovato il modo di sviluppare un possibile lavoro e gli anziani del centro un antidoto a certi spettri psicologici propri della senilità.” (Francesco Sabbatucci)

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