14 dicembre 2016 ore: 11:22
Economia

Rapporto Bes: su ricerca Italia in ritardo, innovare rimane difficile

Nel 2014 l'incidenza della spesa in ricerca e sviluppo sul Pil è pari all'1,38% (in crescita rispetto al 2013), anche se il livello rimane inferiore al target nazionale definito nell'ambito degli obiettivi di Europa 2020 (1,53%)
Ricercatore scientifico

Roma - Nel contesto europeo l'Italia mostra un evidente ritardo nei settori legati all'economia della conoscenza e all'innovazione. Si collocano sotto la media europea l'intensita' della spesa per ricerca e sviluppo, l'intensita' brevettuale, la quota di occupazione nei settori high-tech e quella di occupazione di figure professionali altamente qualificate. Cosi' l'Istat nel 'Rapporto sul Benessere equo e sostenibile'.

Nel 2014, l'incidenza della spesa in ricerca e sviluppo sul Pil e' pari all'1,38% (in crescita rispetto all'1,31% del 2013), anche se il livello rimane inferiore al target nazionale definito nell'ambito degli obiettivi di Europa 2020 (1,53%). Si avvicina all'obiettivo il Nord, con una spesa in rapporto al Pil pari all'1,5%.

Le domande di brevetto presentate all'Ufficio Europeo dei Brevetti (Epo) sono state 69,5 per milione di abitanti nel 2014, valore lontano dalla media europea (111,6) e in calo rispetto al 2013 (4.227 stimate nel 2014 contro 4.294 del 2013).

Nel triennio 2012-2014 meno della meta' delle imprese con 10 o piu' addetti (44,6%) svolge attivita' di innovazione, quota che scende di 7,3 punti percentuali rispetto al triennio precedente. Solo un terzo delle imprese meridionali svolge attivita' di innovazione e la quota si riduce di 9,4 punti percentuali rispetto al triennio precedente.

Nel 2015 l'incidenza dei lavoratori della conoscenza si attesta al 15,9% del totale, in aumento sul 2014 (15,5%) e sul 2010 (13,4%). Considerando l'occupazione femminile la quota sale al 19,8% (19,2% nel 2014 e 17,2% nel 2010) ma raggiunge il 21,7% nel Mezzogiorno, un livello superiore a quello rilevato sia al Nord (18,8%) che al Centro (20,3%).

Malgrado i progressi degli ultimi anni, la presenza degli italiani in rete rimane sotto la media europea. In Italia si connette frequentemente a Internet il 63,4% delle persone di 16-74 anni: il ritardo del Mezzogiorno (55%) e' evidente sia rispetto al Nord (68,4%, 13,4 punti di differenza) sia al Centro (66,4%, 11,4 punti di differenza).

(DIRE)

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