Rappresentanza dei giovani in servizio civile, crollano le candidature
Servizio civile stand
E nonostante i ripetuti appelli della Rappresentanza nazionale uscente e la decisione dell'Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc) di procrastinare la data di scadenza per le candidature, non si sono presentati giovani in Valle d'Aosta, nelle Province autonome di Trento e Bolzano, in Friuli Venezia Giulia e in Liguria, mentre hanno meno candidati dei posti eleggibili Piemonte e Toscana. In questi giorni e fino al prossimo 9 novembre, i candidati potranno presentare il proprio programma elettorale sul sito dell’Unsc, mentre elezioni dei delegati si terranno dal 12 al 15 novembre.
Per Massimo Paolicelli, Presidente dell'Associazione Obiettori Nonviolenti (Aon) e storico rappresentante nella Consulta nazionale del servizio civile, questa “diminuzione di candidature da parte dei giovani è un segnale da non sottovalutare. La decisione del Governo di cancellare un organismo di rappresentanza come la Consulta nazionale perchè ha un costo, che tra parentesi è di poche migliaia di euro, sta creando tra i giovani una disaffezione sul futuro del servizio civile”. Paolicelli lancia poi un appello ai giovani a “continuare a credere al servizio civile a prescindere dall’atteggiamento delle Istituzioni, perchè in esso c’è una dimensione fondamentale di cittadinanza attiva”. “I giovani volontari - spiega Paolicelli - devono capire che organizzandosi possono tutelarsi in maniera migliore, ma soprattutto possono dare un futuro a quelli che verranno dopo di loro, perché trovino un servizio civile di qualità migliore rispetto a quello che stanno svolgendo loro, che comunque è un’ottima esperienza a prescindere dalle Istituzioni e dal Governo, che dimostrano di credere poco o per nulla in questo istituto”.
Michele Masulli, Responsabile Politiche Giovanili dei Giovani Democratici, ricorda invece come “la Rappresentanza del servizio civile abbia una grande virtù, che è quella di essere elettiva, ma le percentuali di candidatura e di voto sono spesso molto basse”.
“Non credo comunque che questo atteggiamento rientri in una sfiducia specifica verso la Rappresentanza nazionale - spiega il giovane esponente del Partito Democratico -, anche alle elezioni universitarie le percentuali sono praticamente le stesse. Rientra piuttosto in una sfiducia generalizzata verso la gestione di queste modalità di partecipazione”. “I delegati e i rappresentanti del servizio civile non hanno ad esempio un rimborso per le loro attività. Sono cose piccole, ma comunque indicative dell’attenzione che anche all’interno del servizio civile si dà ai volontari. Non è facile in Italia essere giovani in questi anni”, conclude Masulli.