Razzismo. Ceis: vincere omertà e rifiutare vergognosi cliché
ROMA - "Il razzismo e' inaccettabile e bisogna denunciarlo a voce alta, senza paura, vincendo ogni forma di omerta' per sradicarlo completamente. Non si puo' far finta di non vedere e girare la faccia dall'altra parte". Lo afferma Roberto Mineo, presidente del Centro italiano di Solidarieta' don Mario Picchi, in occasione della Giornata per l'eliminazione delle discriminazioni razziali, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a ricordo del massacro di Shaperville dove, il 21 marzo 1960, la polizia sudafricana uccise 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro l'apartheid.
"Nel suo mezzo secolo di vita il CeIS ha sempre rifiutato fermamente ogni tipo di barriera discriminatoria- prosegue Mineo- fedele all'insegnamento del suo fondatore, don Mario Picchi, che ci ha incoraggiato a spalancare le porte a chiunque chiedesse il nostro aiuto. Negli ultimi anni il nostro Centro, nato per aiutare uomini e donne a vincere ogni forma di dipendenza, ha accolto anche immigrati, rifugiati, richiedenti asilo politico. È un gesto concreto, che vuole testimoniare come il razzismo, purtroppo ancora fortemente presente nella nostra societa', spesso a danno delle donne, si vince ogni giorno accogliendo l'altro senza paura e soprattutto rifiutando i vergognosi cliche'- conclude- che tendono a vedere nello straniero un pericolo per la sicurezza".(DIRE)