17 luglio 2020 ore: 13:22
Economia

Reddito d’emergenza. Lontano l’obiettivo di 2 milioni di beneficiari

di Giovanni Augello
Era stata presentata dal governo come misura d’urgenza, ma tra difficoltà e proroghe, al 30 giugno (iniziale termine per le domande) le persone raggiunte dalla misura sono circa un quarto di quelle che si volevano raggiungere. Ecco cosa dicono i nuovi dati presentati dall’Inps
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ROMA - Secondo il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo, doveva raggiungere 2 milioni di persone, ma gli ultimi dati dell’Inps sul Reddito di emergenza parlano chiaro: l’obiettivo non è stato raggiunto e molto probabilmente non riuscirà a farlo neanche in queste ultime due settimane utili per presentare la domanda. L’Osservatorio dell’Inps, infatti, ha da poco pubblicato i dati aggiornati al 30 giugno e i nuclei beneficiari che hanno ricevuto almeno una volta il Rem in questi mesi superano di poco le 200 mila unità, coinvolgendo complessivamente più di 518 mila persone.

Partiamo dalle date

Il 30 giugno, a cui si riferiscono i dati pubblicati dall’Inps, rappresentava la prima scadenza individuata dal governo per presentare domanda di Reddito d’emergenza. Dopo il boom di richieste verificatosi inizialmente, con oltre 100 mila domande presentate in pochi giorni, la macchina del Rem tuttavia ha iniziato a scricchiolare. Dall’esame delle prime domande ricevute dall’Inps, infatti, è subito stata riscontrata la presenza di diverse domande incomplete e quindi a rischio esclusione se non integrate nei tempi previsti. Proprio questi ultimi sono stati prorogati al 31 luglio per permettere ai potenziali beneficiari di usufruire della misura.

Cosa dicono i dati

Andando ad analizzare i dati forniti dall’Inps nel dettaglio, al 30 giugno 2020 risultano essere 455.260 le domande presentate; meno della metà quelle accolte, che sono 209.474; in lavorazione, invece, ci sono 23.125 domande; infine, quasi la metà delle domande presentate risultano essere tra quelle respinte o cancellate, che in totale sono 222.661. È di 518.294 mila persone, invece, il target complessivo raggiunto da almeno un pagamento di Rem in questi mesi. La regione con più nuclei beneficiari (con almeno un pagamento ricevuto) è la Campania con oltre 38 mila nuclei coinvolti e 107 mila persone coinvolte. Al secondo posto la Sicilia, con oltre 33 mila nuclei beneficiari di almeno una erogazione (e con oltre 86 mila persone coinvolte). Al terzo posto, la regione Lazio con poco più di 23 mila nuclei beneficiari e oltre 51 mila persone coinvolte. A livello di macro aree, è il Sud e le Isole a presentare il numero di nuclei coinvolti più alto: più di 118 mila beneficiari e oltre 300 mila persone coinvolte. Segue il Nord (con circa 52 mila nuclei beneficiari e 126 mila persone coinvolte in totale), infine il Centro (con circa 38 mila nuclei beneficiari e oltre 85 mila persone coinvolte). Per quanto riguarda l’importo medio mensile del Reddito di emergenza erogato, a livello nazionale è di 572 euro. Più alto al Sud (591 euro), mentre quasi identico tra Nord e Centro (548 euro per il primo, 545 il secondo).

I timori degli esperti ignorati dal governo

Che ci fosse un rischio concreto di escludere tanti beneficiari lo aveva fatto notare proprio chi il Reddito di emergenza l’ha suggerito per la prima volta. Forum Disuguaglianze e Diversità, Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e Cristiano Gori, docente di politica sociale all'Università di Trento, avevano messo in guardia il governo in merito alle “le significative differenze presenti tra la proposta originaria e la misura effettivamente introdotta”. Secondo Forum, Alleanza e Gori, le differenze riscontrate convergevano “nell’alimentare un timore di fondo: quello di non riuscire a sostenere una parte della popolazione economicamente più fragile in un passaggio storico così complicato”. E a quanto pare così è stato, almeno con i dati disponibili al 30 giugno.

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