27 settembre 2018 ore: 14:40
Economia

Reddito di cittadinanza. Catalfo (M5S): "Non sarà per soli italiani"

La senatrice, presidente della Commissione Lavoro, precisa che la misura voluta dal Movimento Cinque Stelle non sarà limitata ai cittadini italiani, ma vi rientreranno anche i possessori di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo
Povertà: il Reddito per l’inclusione sociale (monete euro con ingranaggio)
ROMA – Per soli italiani? No, il reddito di cittadinanza sarà erogato “ai cittadini italiani ma anche ai lungo soggiornanti”. A dirlo è Nunzia Catalfo, senatrice M5S, presidente della Commissione Lavoro del Senato, che interviene nel corso della presentazione del documento elaborato dall’Alleanza contro la povertà in Italia in occasione del dibattito sulla nuova legge di bilancio. Un testo che bolla come “certamente inapplicabile” la decisione di assegnare il reddito di cittadinanza esclusivamente ai cittadini italiani in povertà, come pure più volte negli ultimi giorni e nelle ultime settimane avevano scandito i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini.
 
“Questa decisione – aveva poco prima detto l’ideatore e coordinatore scientifico dell’Alleanza, Cristiano Gori – è in contrasto con i principi della Costituzione italiana e con la normativa europea di riferimento che prevale quale fonte giuridica su quella nazionale. Sul tema non vi è alcun dubbio giuridico e peraltro numerose sentenze in materia di politica sociale emesse da tribunali e corti di appello del nostro paese confermano l’inapplicabilità di questa ipotesi”. Chiamata poco dopo ad un intervento sull’intero documento, Catalfo ha – fra le altre cose - precisato che “il reddito di cittadinanza è rivolto a italiani e lungo soggiornanti”.
 
La misura attualmente in vigore per il contrasto alla povertà, cioè il Rei per ultimo ampliato dal governo Gentiloni, prevede oggi che la misura possa essere goduta da chi è cittadino italiano ma anche dal cittadino dell’Unione Europea titolare del diritto di soggiorno permanente o dal cittadino di un paese terzo che sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Sono inclusi anche gli apolidi in possesso del medesimo permesso e i titolari di protezione internazionale (asilo politico o protezione sussidiaria). In ogni caso, occorre risiedere in Italia, in via continuativa, da almeno due anni nel momento in cui si presenta la domanda per il contributo. 
 
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