10 novembre 2021 ore: 11:28
Welfare

Reddito di cittadinanza, Gazzi: "Bene il lavoro della Commissione Saraceno"

"Nelle parole la riforma del Reddito di Cittadinanza c’è, ma almeno nella bozza che preannuncia le disposizioni finanziarie per l’anno che verrà, no!”: il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali annuncia "battaglia perché gli esclusi diventino davvero una delle priorità" 
Gazzi Cnoas

ROMA  - “Nelle parole la riforma del Reddito di Cittadinanza c’è, ma nei fatti o almeno in quella bozza che preannuncia le disposizioni finanziarie per l’anno che verrà, no!”. Il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali commenta le proposte della Commissione Saraceno e le dichiarazioni di membri del governo sul Rdc.

“Sui media di oggi – dice Gianmario Gazzi – leggo frasi del tipo: ‘Soltanto un terzo dei percettori del RdC sono potenzialmente occupabili’, ‘le famiglie numerose sono penalizzate’, ‘i servizi per la presa in carico vanno potenziati’ e infine ‘il limite dei 10 anni di residenza in Italia per gli immigrati non è paragonabile a livello europeo ed è discriminatorio’… Verrebbe da dire, benvenuti a bordo! Sono oltre due anni che insieme a molti altri segnaliamo problemi e storture di un provvedimento importante per arginare un dramma vero che merita attenzione e rispetto: la povertà”. 

Bene dunque il lavoro della Commissione e la presa di coscienza quasi collettiva – continua -  ma ora il dibattito si sposta nelle aule del Senato dove abbiamo la sensazione che il governo di unità nazionale non sia unito su queste priorità, che a occhio, riguardano almeno i due milioni e mezzo di persone non attualmente occupabili. Nelle prime bozze della Legge di Bilancio che pare stia tornando al Cdm, non vi è traccia di rinforzo dei servizi sociali, se non per qualche milione per ampliare i fondi ai comuni di Sicilia e Sardegna. Non vi è traccia di fondi sufficienti per chi non è autosufficiente. Nulla sui livelli essenziali. Non parliamo di minorenni, di salute mentale o di persone con dipendenze”. “Ma allora? – conclude - Aspettiamo il lavoro del Parlamento e daremo battaglia perché gli esclusi diventino davvero una delle priorità. Nei fatti e non nei documenti di studio o nelle interviste”. 

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