7 settembre 2021 ore: 13:14
Welfare

Reddito di cittadinanza, Gazzi: "Dibattito politico stupefacente. I poveri c’erano e ci sono"

Il presidente Cnoas, Gianmario Gazzi, rilancia il modello Rei e attacca la polemica politica "alla sola ricerca di visibilità, non di soluzioni". "Per mettere in campo provvedimenti di sviluppo bisogna attuare politiche attive del lavoro, vigilare perché non si facciano contratti da fame, combattere il lavoro nero" 
Gazzi Cnoas

ROMA - "Da una parte la difesa ad ogni costo, dall’altra la demolizione con dichiarazioni che servono soltanto a fare titolo. In mezzo…il nulla. Mentre la povertà non è stata abolita, né è stato trovato lavoro a chi non l’aveva.  L’elenco di cose da fare per migliorare il Reddito di cittadinanza è lì fin da quando la misura è stata decisa, ma visto il dibattito politico - questo sì stupefacente – l’unico obiettivo sembra quello di colpire una misura di welfare di cui il paese non può fare a meno". E’ il commento del presidente dell’Ordine degli Assistenti sociali, Gianmario Gazzi, che rilancia il modello Rei e attacca la polemica politica "alla sola ricerca di visibilità, non di soluzioni”.

“I poveri c’erano e ci sono. - prosegue la nota di Gazzi - E perché spesso, come sosteniamo da sempre, non è la mancanza di lavoro a determinare la condizione d’indigenza, ma biografie pesantissime e norme punitive come quella che permette la percezione del Reddito di cittadinanza soltanto agli stranieri residenti in Italia da almeno 10 anni”.

“Reddito di cittadinanza uguale a metadone e non provvedimento di sviluppo... Non se ne può più di sentire dichiarazioni come queste che mostrano una totale ignoranza delle condizioni dei più fragili.  Per mettere in campo provvedimenti di sviluppo bisogna attuare politiche attive del lavoro, vigilare perché non si facciano contratti da fame, combattere il lavoro nero. Per sostenere chi è povero, bisogna investire nei servizi e far sì che ogni situazione sia valutata per quello che è, senza criminalizzare chi per mille ragioni non ce la fa. C’è qualcuno che vuole farlo davvero? – conclude Gazzi - o vogliamo continuare a riempire media vecchi e nuovi di titoli ad effetto?”.


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