21 maggio 2018 ore: 14:19
Immigrazione

Reddito di cittadinanza solo per gli italiani? "Contrario alle norme Ue"

L'analisi dell'avvocato Guariso (Asgi): "È indispensabile rilevare subito come una misura di questo genere risulterebbe manifestamente illegittima oltre che del tutto ingiusta e irrazionale". "Miope politica del 'prima i nostri'"
Economia, fondi, reddito di cittadinanza, rimesse, monete - SITO NUOVO

Milano - Il reddito di cittadinanza è contrario alle norme dell'Unione Europea. Per un semplice motivo: nel contratto di governo giallo verde è riservato solo ai cittadini italiani. "È indispensabile rilevare subito come una misura di questo genere risulterebbe manifestamente illegittima oltre che del tutto ingiusta e irrazionale - spiega Alberto Guariso, avvocato dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione - . Una norma così strutturata risulterebbe infatti in contrasto con l’art. 18 del Trattato di funzionamento dell'Ue che vieta qualsiasi discriminazione in base alla nazionalità e con l’art. 24 della Direttiva 2004/38 che garantisce parità di trattamento ai cittadini dell’Unione e ai loro familiari rispetto ai cittadini dello Stato ospitante, in particolare a tutti i lavoratori, ai disoccupati in cerca di lavoro". 

L'Unione europea garantisce gli stessi diritti anche agli immigrati. "Quanto poi ai cittadini extra Ue il contratto ignora evidentemente che gran parte di costoro gode del diritto alla parità di trattamento in forza di specifiche direttive dell’Unione che il legislatore italiano non è abilitato a derogare - aggiunge l'avvocato Guariso - : si tratta in particolare dei titolari di permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo (che rappresentano ormai il 55% degli  stranieri extra Ue presenti in Italia) dei titolari di permesso unico lavoro, dei familiari di cittadini Ue, dei titolari di protezione internazionale, dei titolari di carta blu".

"Analoghe considerazioni vanno fatte poi per la pensione di cittadinanza e per il fugace accenno secondo il quale l’asilo nido in forma gratuita dovrebbe essere garantito 'le famiglie italiane' -aggiunge Guariso-. I sottoscrittori del “contratto” sembrano quindi non rendersi conto che una legislazione che dovesse basarsi su queste premesse è destinata a scontrarsi con norme di rango superiore che il nostro paese è tenuto a rispettare, riaprendo cosi la strada a un contenzioso giudiziario che lo Stato italiano ha già dovuto affrontare per altre prestazioni sociali, risultando sempre soccombente".

"Ma ciò che più ancora rileva è che una miope politica del 'prima i nostri' ignora che l’uguaglianza, è uno dei valori-cardine sui quali si basa il nostro patto sociale (art. 3 Cost.); che l’uguaglianza rappresenta l’indispensabile fondamento per una politica di integrazione dei cittadini migranti e di superamento di ogni situazione di marginalità e di insicurezza; che l’uguaglianza, infine, è motore di sviluppo economico perché favorisce la miglior distribuzione delle risorse umane e riduce la conflittualità, contribuendo a un paese dove tutti coloro che sono legati dal vincolo del territorio ricevono diritti e restituiscono doveri. Un paese senza uguaglianza è invece un paese non solo più ingiusto, ma anche più povero". (dp)

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