27 maggio 2020 ore: 16:04
Immigrazione

Regolarizzazione, Bellanova: “Migranti impiegabili dal 2 giugno, corridoi verdi difficili”

di Eleonora Camilli
La ministra delle Politiche agricole spiega come funzionerà il meccanismo di regolarizzazione in agricoltura. “Che i lavoratori saranno disponibili solo a settembre è una cosa che non esiste”. E poi precisa: “Nuovi arrivi da Marocco, ma Romania è zona rossa”
Foto: www.governo.it Teresa Bellanova

Teresa Bellanova

ROMA - “Il decreto prevede la presentazione della domanda dal 1 giugno, nel momento cui fa richiesta il cittadino viene iscritto nella lista dei disoccupati e riceve un permesso temporaneo, quindi dal giorno dopo, dal 2 giugno, è nella condizione di essere impiegabile se i datori di lavoro sono interessati a fare un contratto. Che i lavoratori saranno disponibili a settembre è una cosa che semplicemente non esiste”. A spiegare le modalità di applicazione dell’articolo 103 del decreto dignità, e cioè della regolarizzazione dei migranti impiegati in agricoltura e nel lavoro di cura, è la ministra per le politiche agricole, Teresa Bellanova, in un intervento oggi in Commissione Schengen.

Rispondendo alle domande dei colleghi dell’opposizione, Bellanova ha inoltre chiarito la difficoltà di utilizzare anche in Italia la modalità dei cosiddetti “corridoi verdi” per gli stagionali, in particolare provenienti dall’Est Europa o dal Nord Africa. “Per i lavoratori agricoli provenienti dal Marocco si segnalano attualmente due voli, 21 e 22 maggio, con a bordo 250 lavoratori agricoli destinati ad imprese abruzzesi oltre a circa 40 lavoratori per imprese laziali - spiega -. Le autorità del Marocco - continua - stanno dimostrando collaborazione e, probabilmente, anche nei prossimi giorni potrebbe essere allestito un ulteriore volo anche se al momento non abbiamo dalle nostre informazioni diplomatiche esatta contezza sul numero dei probabili lavoratori coinvolti”. Si tratta - precisa Bellanova - di lavoratori altamente specializzati. Inoltre, per quanto riguarda i lavoratori stagionali dell’Est (normalmente stimati tra i 110 e i 150 mila) ricorda che in “Romania il virus c’è come in Italia” e che lì il “ministro della difesa ha dichiarato il coprifuoco. Va benissimo farli venire coi voli charter, ma voi pensate davvero che si potrà far arrivare decine e decine di lavoratori? Abbiamo detto a 60 milioni di italiani di stare a casa per evitare il contagio, oggi possiamo dire che si può venire qui dalle zone rosse?”.

Bellanova ha poi ribadito che la regolarizzazione permetterà di far uscire dall’invisibilità e dall’informalità persone che sono già in Italia, e che potranno così tornare “protagoniste di un nuovo percorso di vita lavorativa e sociale, liberi dal ricatto e dal giogo dello sfruttamento e del caporalato". "Un cambio di passo importante, e non solo per i lavoratori irregolari stranieri - lo definisce la ministra - Non c'è chi non veda, infatti, il ruolo distorsivo che il lavoro nero produce anche nei confronti del lavoro regolare e nei confronti dei lavoratori italiani". Quindi, conclude, "più lavoro nero significa automaticamente meno economia pulita, meno sviluppo sano, meno lavoro regolare, più ricattabilità per tutti i lavoratori e le lavoratrici del nostro Paese". Secondo le stime del ministero in agricoltura sono occupati  circa 346 mila lavoratrici e lavoratori di 155 Paesi che, con oltre 30 milioni di giornate lavorative, rappresentano il 26,2% del totale del lavoro necessario nelle campagne italiane. “La regolarizzazione intreccia questioni che imponevano e impongono alla politica una presa in carico rigorosa e necessaria - aggiunge -. O è lo stato a farsi carico di quanto accade o sarà la criminalità a occupare tutti gli spazi”.

Durante l’audizione non sono mancate le critiche al decreto. Per Giorgio Silli (Gruppo Misto) non c’è nessun nesso tra la regolarizzazione e la lotta al caporalato. Toni Iwobi (Lega Nord) parla di “strumentalizzazione”. “Bisogna aiutare gli italiani colpiti dalla crisi ad accedere al mondo del lavoro - dice -. Ci sono oltre 145mila persone nel nostro paese che vivono in condizioni prossime alla schiavitù e questo a causa di una politica migratoria senza controllo dei confini”. Infine secondo Filippo Perconti (M5s) le dichiarazioni inerenti alla regolarizzazione possono avere la funzione di pull factor “non a caso negli ultimi giorni sono aumentati gli sbarchi” afferma. 



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