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20 settembre 2013 ore: 13:01
Società

Reportage da Aleppo, dove la vita non si arrende alla guerra

In esclusiva l’audio-foto racconto di Gabriele Del Grande dalla più grande città della Siria, che nonostante gli orrori cerca di gestire una normale quotidianità. E dove i bambini giocano nei parchi correndo tra le tombe dei civili
Gabriele Del Grande Aleppo, mercato

 

“Forse non è coraggio, e nemmeno speranza. Forse è solo la disperazione di chi è dovuto rimanere in città e non accetta di farsi ridurre a uno zombie dalla guerra quotidiana”.

Ad Aleppo, la più grande città della Siria, le macerie invadono le strade, gli aerei bombardano e i cecchini sparano sui mercati.

Aleppo, Siria, parco giochi e tombe

Eppure le strade continuano a essere piene, si vedono molte donne incinte, quegli stessi mercati sono affollati e i bambini giocano nei “parchi” rimasti, anche se in mezzo alle tombe di civili uccisi che non hanno potuto essere seppelliti nei cimiteri.

box E’ la Aleppo che non si arrende alla morte quella raccontata da Gabriele Del Grande in un audio-foto reportage (durata 9 minuti) realizzato ieri subito dopo il suo sesto soggiorno in Siria. Del Grande, freelance, fondatore del blog “Fortress Europe” sulle stragi di migranti nel Mediterraneo ed esperto dei paesi del nord Africa e del Medio oriente, è uno dei pochissimi giornalisti che hanno continuato a occuparsi direttamente del paese anche durante la guerra civile e ha pubblicato le sue storie su varie testate, soprattutto estere. In questa settimana i suoi articoli saranno pubblicati anche da Internazionale e da Famiglia Cristiana.

Aleppo, Siria, volti di bambini
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