14 agosto 2015 ore: 18:42
Economia

Residenza agli homeless, Danese: “Regole certe per evitare sfruttamento”

L’assessora alle Politiche sociali di Roma alla mensa di Sant’Egidio. “Approvata una delibera per dare la possibilità ai senza dimora di prendere la residenza in sei indirizzi. Ma una volta l’anno di dovrà accertare che si tratta di persone realmente bisognose”
Antonio Scattolon/A3/Contrasto Senza dimora: Roma, Barboni accampati su una panchina - Alle spalle manifesto di un'agenzia immobiliare

Senza dimora: Roma, Barboni accampati su una panchina - Alle spalle manifesto di un'agenzia immobiliare

ROMA - Prosegue il tour dell’assessora alle Politiche Sociali di Roma Francesca Danese nei luoghi simbolo della solidarietà ma anche dell’emarginazione della Capitale. Dopo la tendopoli della stazione Tiburtina, gli stabili abitati da anziani in periferia e l’incontro con i responsabili della coop Isola Verde, questo pomeriggio ha fatto visita alla mensa della Comunità di Sant’Egidio, in via Dandolo. Da quando è stata aperta nel 1988 ha ospitato più di 100mila persone e servito 2 milioni e duecentomila pasti caldi, 800 ogni settimana. Ma non solo. I volontari della Comunità portano duemila panini anche ai senzatetto che vivono nelle stazioni e in altri punti di ritrovo della Capitale.

La Comunità offre anche la possibilità ai senza fissa dimora di ottenere la residenza presso la loro sede in via Dandolo. Solo più di 11.000 le persone che negli anni l’hanno richiesta. “Finalmente abbiamo approvato una delibera che istituzionalizza il sistema delle residenze a Roma”, afferma Danese. La novità del provvedimento è che le associazioni che offrono questo servizio una volta all’anno dovranno verificare che le persone residenti siano realmente bisognose. Questo per impedire che vengano sfruttate da imprenditori senza scrupolo che intestino a loro beni, attività e conti correnti. “Ci sarà chiarezza e trasparenza e tutte le associazioni dovranno attrezzarsi con un database informatico”, continua Danese. “Senza la residenza i senza fissa dimora non possono usufruire dei diritti essenziali della persona, dall’assistenza sanitaria al rinnovo del permesso di soggiorno. In questo modo possiamo aiutarli meglio e capire quali sono i loro bisogni”. Le associazioni dove è possibile prendere la residenza sono cinque: la Caritas in via delle Zoccolette e in via Marsala, il Centro Astalli in via degli Astalli, l’Esercito della Salvezza in via Apuli, la Casa dei Diritti Sociali in via Giolitti. A queste si aggiunge la residenza in Modesta Valenti messa a disposizione del Comune.

Danese ha poi continuato la sua visita parlando con i senza fissa dimora presenti nella mensa che oggi ha offerto sette quintali di cocomero oltre a cannelloni e pollo con le patate. Durante l’estate duemila volontari provenienti da tutta Europa hanno prestato servizio nella Comunità. Nell’ultimo periodo, secondo i responsabili della mensa, sono diminuiti i nuovi arrivi di immigrati ma è aumentato il numero degli italiani. I dati del 2014 sulla povertà nella Capitale non sono incoraggianti. Lo scorso anno i pasti offerti dalle mense sono stati 348 mila per oltre 11mila persone. Sono invece 7mila i senzatetto che continuano a dormire per strada.

La Comunità di Sant’Egidio, nata a Roma nel 1968, ha iniziato la sua opera a sostegno dei più poveri nel nome di Modesta, un’anziana senza fissa dimora della Stazione Termini di Roma che è morta senza ricevere soccorso perché era sporca e l’autoambulanza non ha voluto trasportarla in ospedale. Oggi la Comunità è presente in 70 Paesi nel mondo. Non offre solo pasti caldi ai più bisognosi, organizza le Scuole della Pace per i bambini, assiste gli anziani soprattutto nel periodo estivo ed è presente nelle carceri, nei campi nomadi e in quelli per i rifugiati. (Maria Gabriella Lanza)

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