Richiedenti asilo, cresce la domanda di accoglienza nel Lazio
ROMA - Cresce anche a Roma e in tutto il Lazio la domanda di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati: nel 2014 si è registrato un +50,4% di permessi di soggiorno rilasciati per asilo e protezione internazionale in provincia. Lo Sprar e il sistema di accoglienza di Roma Capitale hanno rafforzato la propria rete, aumentando i posti disponibili: 4.790 nel Lazio, il 68% dei quali nella Capitale. A questi numeri, si aggiungono i circa duemila posti per l’accoglienza straordinaria (Cas) attivati dalle Prefetture a Roma e provincia. A dare i numeri sull'accoglienza è l'11° rapporto "Osservatorio romano sulle migrazioni" presentato oggi a Roma.
Nel Lazio i posti messi a disposizione dalla rete Sprar accolgono quasi il 23% dei beneficiari a livello nazionale. Si è passati dai 69 posti di accoglienza del 2003 ai 4.790 del 2014, saliti ulteriormente nel 2015. Le persone accolte nel 2014 sono 5.398, mentre quelle uscite dall’accoglienza sono 1.254. Il primo paese di provenienza degli accolti nel Lazio è il Mali, seguito da Afghanistan e Nigeria. Tra i minori, i più numerosi sono nigeriani, somali, della Guinea e dell’Eritrea.
A sua volta il Comune di Roma ha ampliato i posti di accoglienza per richiedenti e titolari di protezione internazionale, anche grazie all’ingresso formale nello Sprar. Il sistema comunale complessivo conta 3.700 posti, cui nel 2014 si sono aggiunti circa duemila posti attivati dalle Prefetture a Roma e provincia.
Il circuito dell’accoglienza informale - le occupazioni - conta da solo circa 1.700 persone. In tutto il 2014 sono 8.361 le persone che si sono rivolte all’Ufficio immigrazione del Comune, perlopiù afghani, bangladesi, senegalesi e maliani. Di questi, 3.878 hanno presentato una domanda di accoglienza e 3.627 hanno ricevuto accoglienza.
Per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati, a Roma nel 2014 se ne contavano 2.142, per il 44,0% egiziani e per il 26,2% bangladesi. "Roma si conferma un crocevia strategico della mobilità dei minori stranieri soli - si legge nel rapporto-, accogliendone circa un terzo a livello nazionale. Un gruppo esposto a molti rischi di sfruttamento, come il caso del Car (Centro agroalimentare di Roma) dimostra".