31 marzo 2022 ore: 17:00
Ambiente

Riciclo e riutilizzo, arriva un nuovo Green Deal Ue. Rete Onu: “Importante l’economia dell’usato"

Il commento della Rete degli operatori dell’usato al nuovo pacchetto di proposte a livello europeo basata sulla progettazione di prodotti durevoli e riciclabili: “Importante prevedere la recuperabilità dei beni nuovi, ma manca ogni riferimento all’economia dell’usato già esistente”

ROMA - “Il Nuovo Green Deal contiene importanti principi in merito alla durevolezza dei prodotti e alla possibilità di riutilizzarli e ripararli, rimaniamo però colpiti dall'assenza di qualsiasi riferimento all’economia dell’usato già esistente, che nella sola Italia offre lavoro a circa 100mila persone e ha bisogno di essere regolamentata e sostenuta”. Con queste parole Alessandro Stillo, presidente di Rete ONU (Rete Nazionale degli operatori dell'usato) commenta il nuovo pacchetto di proposte europee, chiamato nuovo Green Deal, pubblicato il 30 marzo 2022 dall'Unione Europea che ha come capisaldi la progettazione di prodotti durevoli, riciclabili e riutilizzabili, il contrasto all'obsolescenza prematura, una strategia di economia circolare per il settore tessile e la responsabilità dei produttori nel sostenere le operazioni di recupero”.

“L’iniziativa industriale è benvenuta – spiega il portavoce di Rete ONU Alessandro Giuliani – ed è giusto che chi mette in circolazione i beni nuovi si faccia carico della loro recuperabilità attraverso specifici regimi di responsabilità, però è anche importante proteggere e stimolare la micro, piccola e media impresa, senza cadere nella tentazione di impostare l’intera transizione ecologica sull’iniziativa dei grandi colossi. L’economia 'popolare' è infatti, per certi settori, l’unica a garantire efficienza ed efficacia, e uno di questi è l’usato, che fonda da sempre il suo successo sulla cura artigianale negli assortimenti e sulla classificazione, oltre che sulla passione che solo le piccole dimensioni sono in grado di offrire”.

Tra le azioni chiave previste nella strategia Ue c'è una limitazione dell'usa e getta: sarà contrastata l'obsolescenza prematura e la distruzione dei prodotti invenduti proibita. I consumatori avranno il diritto di avere informazione accessibile ed affidabile sul livello di riutilizzabilità e riparabilità dei prodotti e godranno del “diritto a riparare”. Il pacchetto include proposte specifiche focalizzate su settori che hanno un forte impatto ambientale e che si caratterizzano per un alto potenziale di circolarità: apparecchi elettronici e tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), batterie e veicoli, plastica, cibo, settore edile, imballaggi e tessile. Tra questi settori ad essere investiti maggiormente dalle politiche di riutilizzo e riparazione saranno quello degli apparecchi elettronici e ICT e quello del tessile. Per quanto riguarda elettronica e ICT, il nuovo Green Deal annuncia una circular electronics initiative finalizzata ad allungare il tempo di vita dei prodotti e migliorare la raccolta e il trattamento dei rifiuti.

Altre azioni saranno l’adozione di regimi di responsabilità estesa del produttore che sposteranno su industrie, fabbriche e importatori dei vestiti gli oneri, le responsabilità e le leve di mercato relativi alle filiere della preparazione per il riutilizzo e del riciclo; realizzare obiettivi quantitativi per la preparazione per il riutilizzo e il riciclo dei tessili; fissare standard obbligatori di sostenibilità ambientale in relazione alla produzione dei vestiti e dei prodotti tessili; proibire  la distruzione di abiti nuovi invenduti e finanziamenti per l’incremento della raccolta differenziata del tessile.

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