23 aprile 2010 ore: 15:14
Salute

Rifiutano il cibo e abusano dell'alcol: dilaga la moda della “drunkoressia”

Il fenomeno al centro del Forum nazionale “Anime fragili”, che unisce dottori, familiari e vittime dei disturbi alimentari. “Iniziamo a vedere ragazze che assumono soltanto due-trecento calorie di cibo e fino a quattrocento calorie di alcol”
George Steinmetz/Contrasto Sballo alcol e anoressia

Sballo alcol e anoressia

PORTOGRUARO – Che il disturbo del comportamento alimentare in molte ragazze fosse accompagnato dall’abuso di stupefacenti per eliminare la fame è ormai noto. Ma adesso sta dilagando una nuova “moda”, quella di aggiungere all’assenza del cibo l’abuso di alcol. Gli esperti hanno coniato un nuovo termine per descrivere il fenomeno: la “drunkoressia”. Se ne è parlato questa mattina a Portogruaro (in provincia di Venezia) nel corso del secondo Forum nazionale “Anime fragili”, che unisce dottori, familiari e vittime dei disturbi alimentari, organizzato dall’Ulss 10 e dall’associazione “Fenice”.

“I nostri studi – spiega Davide Banon, direttore del Dipartimento per le tossicodipendenze dell’Ulss 10 – dimostrano un’altra prevalenza di disturbi da uso di sostanze in soggetti con Dca, soprattutto legati all’uso di alcol, marijuana, anfetamine e a volte cocaina. Ma quello che sta emergendo in modo particolare è l’aumento di persone anoressiche e alcoliste allo stesso tempo”. Una situazione, questa, confermata anche dal responsabile del Centro Dcap di Portogruaro: “La nostra esperienza dimostra che questo fenomeno è reale ed è in ascesa. Iniziamo a vedere ragazze che assumono soltanto due-trecento calorie di cibo e fino a quattrocento calorie di alcol. Per loro le bevande alcoliche diventano l’unico cibo. Si può dire che questo adesso sia abbastanza di moda”. Salvo riferisce anche di casi di vere e proprie abbuffate di alcol, proprio come avviene per gli altri alimenti nelle bulimiche. 

Intanto continua a diminuire l’età media delle persone che manifestano disturbi del comportamento alimentare: “Prima arrivavano nel nostro centro ragazze di circa 16 anni e con loro cercavamo di andare indietro nel tempo per ricostruire l’insorgere della malattia – spiega Salvo -, mentre oggi arrivano qui a Portogruaro ragazze di 12 anni già in stato grave, nella fase acuta” (vedi lanci successivi). (gig) 
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