13 marzo 2018 ore: 17:20
Giustizia

Riforma dell'ordinamento penitenziario, Antigone si appella al Capo dello Stato

Il presidente dell’associazione, Patrizio Gonnella, torna sull’iter legislativo per l’approvazione della riforma dell’ordinamento penitenziario. “Una presa di posizione del Capo dello Stato risulterebbe decisiva in questa fase”
Carcere. Sbarre e ragazzo in sfondo

ROMA - L’Associazione Antigone torna a far sentire la propria voce nel percorso per arrivare all’approvazione della riforma dell’ordinamento penitenziario, il cui esame finale è slittato a dopo le elezioni. Il presidente dell’associazione Patrizio Gonnella chiama in causa il Capo dello Stato Sergio Mattarella, affinchè “faccia sentire la sua voce, alta e sopra le parti, per consentire alla riforma dell'ordinamento penitenziario di compiere l'ultimo piccolo passo che manca per la sua approvazione”. “Una presa di posizione del Presidente della Repubblica – prosegue Gonnella - risulterebbe decisiva, in questa fase in cui l'esito complessivo della riforma è nelle mani di un governo che non ha più una maggioranza parlamentare".

Secondo Gonnella “la stagione delle riforme in campo carcerario aveva avuto nel messaggio alle Camere dell'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano un momento di elevato valore simbolico e istituzionale”. "Gli auspici e le indicazioni contenute in quel messaggio - prosegue - potrebbero essere portate a conclusione con quest'ultimo atto che la comunità penitenziaria, gli operatori della giustizia, gli operatori sociali e grande parte del mondo accademico stanno aspettando".

Infine il presidente di Antigone lancia un appello anche al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, “perché non abbia timore di spiegare alle altre forze politiche quanto questa riforma sia necessaria per elevare gli standard di tutela dei diritti all'interno delle nostre carceri".

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