Riforma della cooperazione, Gentiloni: strumento per risolvere crisi
ROMA - "Il mondo della cooperazione italiana si presenta con caratteristiche nuove e rinnovate, molto piu' funzionali agli obiettivi che il governo si è proposto, tra cui far fronte alle emergenze migratorie, climatiche, umanitarie che l''attuale contesto storico ci pone davanti". Cosi' il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, intervenendo oggi in Farnesina alla conferenza di presentazione della riforma della Cooperazione allo sviluppo. Grazie all'approvazione della legge 125, anche in tempo di risorse scarse "sara' possibile imprimere un positivo cambio di marcia a questa attività'", ricorda il ministro. Gli obiettivi di questa riforma, spiega ancora il titolare della Farnesina, sono avere maggiore coordinamento all'interno del governo, migliorare il coinvolgimento delle diverse componenti operative in questo ambito" e infine "aumentare le risorse", per cui e' stato deciso un raddoppiamento tra il 2016 e il 2018. "Si e' passati dall''investire lo 0,12% del Pil nel 2012, ma ora - tiene a sottolineare - siamo allo 0,22% per il 2016 e arrivaremo allo 0,30% nel 2020".
Tali obiettivi per il ministro "sono di importanza politica piu' generale poiche' mai come oggi, nel contesto attuale del Mediterraneo, è importante ristabilire le relazioni diplomatiche", a fronte delle molte crisi - da quella migratoria ai conflitti - "che la cooperazione puo' ridurre". Il pensiero corre anche ai recenti attacchi terroristici, l''ultimo di nuovo in Francia ieri. Quindi il monito: "non si puo' reagire solo guardando alla propria sicurezza interna ma bisogna rispondere a tale disordine moltiplicando le risorse. Dunque l'obiettivo del governo italiano è rafforzare le relazioni sia a livello bilaterale che multilaterale, coi diversi organismi internazionali e tramite infine la cosiddetta cooperazione ''delegata'', cioe' attraverso i fondi europei". Tutto questo per Gentiloni è un modo per risolvere tali fenomeni negativi, ma attenzione a non concentrarsi solo su quelli: "esistono anche tante esperienze positive - come l'empowerment femminile, la creazione di imprese all''estero e cosi' via - che non vanno dimenticate".
La riforma della cooperazione che viene presentata stamani in Farnesina per il viceministro agli Esteri Mario Giro "imprime un circolo virtuoso, pareggiando il gap coi paesi europei, ed e' uno sforzo che dimostra come tale ambito non e' residuale nelle politiche del governo".
Il sistema tripartito - grande novita' di questa riforma - stabilito dalla nuova legge 125 della Cooperazione e'' costituito, spiega il viceministro, dalla Direzione generale della cooperazione allo sviluppo (Dgcs), a cui spetta la responsabilita'' politica delle attivita''; quella finanziaria va invece alla Banca di sviluppo, individuata nella Cassa depositi e prestiti (Cdp); infine la nuova Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), per Giro "braccio operativo nel mondo sia per la cooperazione diretta che delegata, che per le attivita'' finanziarie della Cdp". Poi da' i numeri delle risorse investite: "125 milioni in piu'' in questo anno, 240 milioni stanziati per l'anno prossimo e 360 milioni per il 2018", confermando le percentuali del Pil investito gia'' spiegate dal ministro Gentiloni. Grazie a questo, ricorda, "non siamo piu'' ultimi ne'' in Europa ne'' nel G7 - anche se non in termini assoluti ma solo percentuali - ma che indica un cambio di tendenza importante". Infine la riforma coinvolge nuovi attori: oltre a regioni e comuni, il ministero collaborera'' con le ong e le associazioni di stranieri in Italia, il sistema delle Pmi e col mondo associativo italiano, "ricco e variegato".
A valorizzare e favorire il coordinamento in seno al governo e' il Comitato interministeriale alla Cooperazione allo sviluppo presieduto dal Primo ministro. Annuncia infine i futuri passi: il Forum della cooperazione a settembre, "che radunera' in ''maniera popolare'' tutti questi attori a livello nazionale"; la riunione del Consiglio nazionale della Cooperazione, sempre a settembre, per raccogliere suggerimenti e riflessioni, presieduto dal ministro Gentiloni; la volonta' di rivedere la lista dei paesi prioritari e gli ambiti di intervento tra cui le migrazioni - fenomeno stabile e non passeggero - "a cui l'Italia - sottolinea - sta rispondendo in Europa attraverso la proposta del Migration compact". Infine l'importanza di aprirsi a nuovi ambiti: la cooperazione culturale e nella creazioni di imprese locali, "che favoriscono lo sviluppo", attraverso "la public-private partnership favorita dalla banca di sviluppo", che ha gia'' consentito all''Italia di creare numerose imprese all''estero, 500 solo in Senegal ad esempio. (DIRE)