Riforma della scuola, disegno e musica: torna la creatività
Roma - "Con musica e storia dell'arte riportiamo la creativita' in classe", perche' "la capacita' di leggere e di produrre bellezza e' un elemento costitutivo del nostro essere italiani: dobbiamo valorizzarla, farne un vantaggio comparato che, come Italia, ci aiuti anche in prospettiva a mantenere un giusto posizionamento internazionale". E' uno degli obiettivi che si pone il governo per riformare la scuola, cosi' come si legge nel documento diffuso oggi.
La premessa e' questa: "Nel corso degli anni la scuola ha indebolito la sua capacita' di trasmissione di un patrimonio storico, culturale e creativo unico al mondo. Un patrimonio che e' molto di piu' di una semplice tradizione da ricordare: e' cio' che contraddistingue la nostra identita', e che alimenta la nostra creativita'. La conoscenza dell'arte e della cultura, cosi' come la pratica della musica, devono essere piu' presenti tra gli insegnamenti che la scuola fornisce ai nostri giovani".
Ecco l'idea del governo: "Un'ipotesi dell'introduzione di 2 ore a settimana di educazione musicale nelle classi IV e V della scuola primaria, che a regime costerebbe 90 milioni di euro (calcolati per l'assunzione di docenti a 24 ore settimanali di insegnamento con stipendio tabellare lordo base di insegnante di scuola primaria), potra' interamente essere coperta dalle nuove assunzioni". Inoltre, "le scuole non saranno sole in questa sfida: al loro fianco sara' importante mobilitare tutte le istituzioni musicali del Paese, in primo luogo i conservatori ma anche gli enti lirici e sinfonici, bande militari e civili".
Poi, l'arte: "Anche lo studio della storia dell'arte e disegno va rafforzato, soprattutto nel biennio dei licei e degli istituti turistici. In questi ordinamenti l'insegnamento e' gia' presente nei tre anni finali, ed estenderlo al biennio, tra l'altro ristabilendo una continuita' con le medie, costerebbe circa 25 milioni per due ore a settimana". (DIRE)