Riforma della scuola, Nocera: "Bene il merito ma valutare anche l'integrazione"
ROMA – “Va bene introdurre la valutazione del merito nella scuola, purché si valuti anche l’integrazione”: così Salvatore Nocera, in qualità di membro dell’Osservatorio del Miur sul’inclusione degli alunni con disabilità, commenta il documento “La buona scuola”, pubblicato oggi sul sito passodopopasso.italia.it. “Se ad essere valutato fosse solo il merito degli insegnanti nei confronti degli alunni bravi e non anche il livello di inclusione di quelli con difficoltà, non saremmo affatto d’accordo”, precisa.
Bene anche, per Nocera, “l’immissione in ruolo dei docenti precari, che ci pare una norma fondamentale, perché garantisce continuità. E condividiamo anche – aggiunge Nocera – il principio della formazione obbligatoria in servizio per gli insegnati”. Proprio a questo proposito, però, “siamo molto amareggiati: avevamo infatti ottenuto, in sede di Osservatorio, che questa formazione riguardasse anche la didattica per l ‘integrazione. Avevamo trattato con il ministero, mettendo a diposizione oltre 120 esperti delle associazioni. E avevamo concordato che questa formazione si svolgesse dall’1 al 15 settembre. E’tutto contenuto nel decreto che abbiamo scritto insieme agli esperti del ministero e che però non è stato ancora emanato. Questo è gravissimo e sconcertante. E di questo non c’è traccia nelle linee guida di Renzi, il che consolida la teoria che il premier vada facendo annunci, ma che poi lui o la burocrazia blocchino tutto”.
A settembre, quindi, con l’inizio dell’anno scolastico, “inizierà la solita rincorsa alle ore di sostegno, a suon di ricorsi – prevede Nocera – perché senza l’insegnante di sostegno e senza docenti curriculari adeguatamente formati, gli alunni disabili sono letteralmente abbandonati a se stessi. Avevamo trovato una strada d’oro, quella della formazione per l’integrazione, appunto, capace di rispondere ai nostri bisogni e contemporaneamente alle esigenze di risparmio. Ma non è stata percorsa: ricominceremo con la delega al sostegno e l’aumento delle ore, a danno della qualità della vera inclusione”. (cl)