Riforma della scuola, Renzi: "Basta precari e supplenti, si giudica il merito"
Roma - "Noi diciamo basta ai precari e alla supplenti ma bisogna anche avere il coraggio di dire che si devono giudicare gli insegnanti e gli scatti di stipendi devono avvenire sulla base del merito e non dell'anzianità". Lo dice il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel videomessaggio pubblicato sul sito Passodopopasso.it, sulla riforma della scuola spiegando: "Non una riforma, non un adempimento burocratico, non un libro dei sogni. Un patto, semplice e concreto. L'Italia cambiera' solo se noi metteremo al centro la scuola". "Noi possiamo mettere al centro la scuola solo se lo facciamo assieme agli studenti, ai professori, ai dirigenti scolastici, alle famiglie, al personale tecnico. Il Parlamento puo' cambiare una legge- sottolinea Renzi- la scuola puo' cambiare un Paese".
Il governo è pronto a fare la sua parte, prosegue, "cambiando tutte le leggi che vanno cambiate. Ma vi proponiamo di aiutarci a cambiare il Paese. Dal 15 settembre al 15 novembre andremo scuola per scuola, aula per aula a raccogliere le vostre opinioni. Scriveteci, criticateci, diteci la vostra. Coinvolgetevi. Sono anni che fanno le riforme passando sopra la vostra testa. Stavolta, no. Vogliamo affrontare questa sfida insieme", aggiunge Renzi.
Ancora: "Mai piu' precari, dal 2016 solo concorsi, basta supplenze, la scuola fa carriera, la scuola si aggiorna, scuola di vetro, sblocca scuola, scuola digitale, cultura in corpore sano, le nuove alfabetizzazioni, fondata sul lavoro, la scuola per tutti, tutti per la scuola. Trovate i singoli punti nel documento allegato. Leggetelo, approfonditelo, discutetelo".
Poi nella legge di stabilita', entro l'anno, dice il presidente del Consiglio, "mettiamo i soldi che servono, per questo progetto e per l'edilizia scolastica. Da gennaio i testi di legge. Il 2015 - dopo una lunga discussione - diventa l'anno della sfida. Vi propongo un patto, un patto educativo. Noi sul tavolo mettiamo le idee che vedete e tutto il coraggio che abbiamo, per evitare il coro di lamentele dei rassegnati e dei cinici che gia' dicono: 'Tanto non cambia mai nulla'. A voi chiedo di essere protagonisti e non spettatori". Chi vuole bene all'Italia, dice ancora Renzi, "vuole bene alla scuola. Renderla piu' giusta e piu' rispettata e' il nostro obiettivo. Lo facciamo insieme?". (DIRE)