18 maggio 2017 ore: 11:55
Famiglia

Riforma giustizia minorile, il Consiglio d'Europa all'Italia: “Direzione sbagliata”

In una lettera inviata al presidente del Senato, il commissario per i diritti umani Nils Muiznieks boccia la riforma. La nuova normativa potrebbe “indebolire il sistema di protezione dei diritti dei minori”. Online 26 mila firme contro l’abolizione dei tribunali per i minorenni. Il Garante infanzia: “Occorre aumentare il sistema di protezione dell’infanzia”
Aula di Tribunale

ROMA - La riforma della giustizia minorile prevista dalla proposta di legge già approvata alla Camera e ora in discussione alla Commissione giustizia del Senato, è “un passo nella direzione sbagliata”. È questa l’opinione del commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, in una lettera inviata al presidente del Senato, Pietro Grasso, il 9 maggio scorso e resa pubblica in questi giorni. Quanto previsto dalla nuova normativa può “indebolire il ben consolidato sistema di protezione dei diritti dei minori”, in quanto una giustizia a misura di minorenne deve essere “accessibile, adatta all’età, veloce, diligente, focalizzata sui bisogni e sui diritti del minore”, tutte condizioni che “sono meglio soddisfatte in un sistema in cui la giustizia viene erogata da professionisti specializzati e con competenze esclusive, come avviene attualmente in Italia”, e come testimonia anche “l’esperienza di diversi paesi”.

Per Liviana Marelli, referente Infanzia, adolescenza e famiglie del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), quindi, “anche l’Europa boccia la riforma della giustizia minorile voluta dal Governo italiano”, dopo che “la quasi totalità degli addetti ai lavori, in Italia, lo aveva già fatto da tempo - aggiunge -. Cosa aspettano esecutivo e Parlamento a cambiare direzione, riconoscendo che l’abolizione dei Tribunali per i minorenni sarebbe un errore cruciale, di cui pagherebbero il conto, in primo luogo, proprio i bambini, i ragazzi e le loro famiglie?”. Sul web, intanto, il coordinamento ha proposto una petizione sulla piattaforma change.org per fermare l’abolizione dei tribunali dei minorenni. Ad oggi sono state raccolte quasi 26 mila firme.

“La riforma, così come è al momento - si legge nell’appello online -, è destinata a riportarci indietro di 50 anni, proprio nel momento in cui la nostra Giustizia minorile sta ricevendo i maggiori tributi nel resto d’Europa. Ridurrà drasticamente la specializzazione dei magistrati che si occupano di minori, portando nella maggior parte d'Italia ad una situazione nella quale si occuperanno di questioni delicatissime magistrati che non hanno specializzazione sui temi dei minorenni, e che si devono occupare di questa materia al pari di incidenti stradali, marchi e fallimenti”. Per Marelli, quindi, ora “tocca alle istituzioni assumere decisioni le cui reali implicazioni e conseguenze sono state ampiamente chiarite e argomentate - conclude -, con tutti gli strumenti e in tutte le sedi possibili”.

La lettera inviata al presidente del Senato preoccupa anche l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano. “Anche l'Europa boccia la riforma del processo civile nella parte in cui prevede lo smantellamento del tribunale per i minorenni e della procura minorile - scrive in una nota il Garante -. Il rischio che il patrimonio professionale, culturale e il modello di giurisdizione a tutela delle persone di minore età possa essere compromesso, come da me evidenziato in tante occasioni, è condiviso anche in ambito internazionale”. Nella lettera inviata da Muiznieks, aggiunge il Garante, “le stesse preoccupazioni da me espresse mesi fa – continua Albano - quando ho rivolto al Parlamento un appello per dire no allo smantellamento del tribunale per i minorenni e della procura minorile e dire invece sì ad una riforma della giustizia a misura di bambino”. Secondo Albano, oggi, “occorre aumentare il sistema di protezione dell’infanzia – conclude il Garante – una questione centrale per il presente e il futuro dell’Italia, anche per la presenza delle nuove sfide rese urgenti dalla situazione di povertà economica e dall’arrivo in Italia di tanti minori migranti”.

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