15 giugno 2017 ore: 15:00
Giustizia

Riforma penale, si allontana il rischio di nuovi Opg. “Ordini del giorno vincolano governo”

Approvato dalla Camera il 14 giugno, il testo non ha subito variazioni, tuttavia sono diversi gli ordini del giorno approvati che correggono il tiro sulle Rems. Oggi l’incontro tra StopOpg e il presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Mario Marazziti. Corleone, ex commissario per la chiusura degli Opg: “Restare ancora vigili”
Opg. stanza con internati

ROMA - La Camera dei deputati ha approvato la riforma del processo penale, ma il rischio paventato da associazioni e sindacati del ritorno ai vecchi Opg fa molta meno paura grazie agli ordini del giorno approvati che vincolano il governo sulle Rems. Il via libera definitivo è arrivato nella giornata di mercoledì 14 giugno con 267 voti favorevoli, 136 contrari e 24 astenuti. Un testo blindato visto che è stato approvato nella stessa versione votata dal Senato e in entrambi i casi con la fiducia. Una legge delega che non ha avuto vita facile, quindi, e che sin dall’inizio ha allarmato le associazioni riunite nel Comitato nazionale StopOpg per via di un passaggio (l’art. 1, comma 16, lettera d) che a detta delle organizzazioni “rischiava di riportare in vigore le norme dei vecchi Opg”.

Oggi che la legge è passata, senza modifiche, a rassicurare sono gli ordini del giorno approvati. Ed è stato questo il tema dell’incontro della mattinata di oggi tra il Comitato nazionale StopOpg e il presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Mario Marazziti. “Considerato che la questione di fiducia posta dal governo ha impedito di presentare emendamenti - si legge in una nota di StopOpg -, sono stati presentati e approvati alcuni ordini del giorno per condizionare l’attuazione della norma. StopOpg ha espresso apprezzamento sugli ordini del giorno approvati e un ringraziamento alle/ai deputate/i che li hanno proposti. Consapevoli che gli ordini del giorno, pur vincolanti e chiari, non sono atto di legge, si è convenuto di insistere con il governo affinché siano rispettati”.

Tra i diversi ordini del giorno c’è anche quello presentato dallo stesso Marazziti, insieme al presidente della Commissione Ambiente Realacci e altri. Il testo dell’Odg, spiega la nota, “restringe di molto la possibilità di ricovero nelle Rems per i detenuti (con sopraggiunta malattia mentale o in osservazione) e per le persone con misure di sicurezza provvisoria. Mentre, come auspicavamo, afferma che il diritto alla salute e alle cure dei detenuti va garantito con adeguato potenziamento delle sezioni di cura nelle carceri e attraverso misure alternative alla detenzione, e sempre con la presa in carico da parte dei servizi di salute mentale delle Asl”.

Anche per Franco Corleone, ex commissario unico per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari e Garante dei detenuti della Toscana, il risultato ottenuto con gli ordini del giorno “è rassicurante. E’ una legge delega, tuttavia. Bisognerà restare ancora vigili”. Resta l’amaro in bocca per non aver potuto far nulla sul testo. “Il meccanismo parlamentare di questa vicenda è ormai tradizionale - aggiunge -: quello che viene approvato dal Parlamento è fatto attraverso la fiducia, senza la possibilità di discussioni vere, emendamenti, confronto. Quando un provvedimento sia al Senato che alla Camera è approvato col voto di fiducia non c’è da gioire. Vuol dire che c’è qualcosa che nonva nel funzionamento delle istituzioni e della politica”. 

Le preoccupazioni riguardavano gli ingressi nelle Rems. Ad oggi, infatti, tali strutture oltre che ad avere un numero chiuso, sono riservate a “prosciolti per incapacità di intendere e volere al momento del fatto”. Con la legge appena approvata si era affacciata l'ipotesi che si aggiungessero i detenuti con sopraggiunta malattia mentale o in osservazione. Un netto passo indietro rispetto a quanto stabilito dalla legge che sancisce la chiusura degli Opg, ma che con gli ordini del giorno sembra essere rientrato. “Nella pratica non c’è nessun rischio - spiega Corleone -. Abbiamo le Rems piene. C’è il numero chiuso e abbiamo una lista di attesa. Questo sistema funziona per quelli che sono prosciolti per incapacità di intendere e volere al momento del fatto. Nel testo si dice che questo ingresso nelle Rems potrebbe avvenire solo in caso non siano adeguate le articolazioni psichiatriche nelle carceri. Il problema quindi si sposta tra amministrazione penitenziaria e servizio pubblico sanitario in carcere. In questo caso, la via è quella delle misure alternative e dell’affidamento, come per i tossicodipendenti, non quella di pensare a una struttura che è nata per affrontare il problema dei prosciolti per incapacità totale di intendere e volere al momento del fatto. Altrimenti torna l’Opg dove si mettevano tutti”.

Quel che serve, per Corleone, è invece una “riforma seria delle misure di sicurezza e affrontare, come ho scritto nelle relazioni da Commissario e come ha scritto il Csm nel suo documento, la riforma vera del codice penale su alcuni punti, magari in maniera non definitiva, ma almeno sui destinatari delle misure di sicurezza nelle Rems”. Intanto, spiega l'ex commissario, il sistema delle Rems è in via completamento. “Questa settimana apre una nuova Rems a Caltagirone - aggiunge Corleone -. E’ un segno che il sistema funziona. A fine mese cominceranno i lavori per la Rems a Empoli in Toscana. Si è consolidato il coordinamento dal basso delle Rems. Ora serve una cabina di regia decisa dall’esecutivo per governare questo sistema che sta funzionando, ma che ha bisogno di monitoraggio, di aiuto e sostegno”. (ga)

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