7 maggio 2015 ore: 16:01
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Riforma terzo settore, al Senato se la litigano due commissioni

Falsa partenza in Senato per la legge delega: slitta la relazione di Lepri. Il rinvio deciso dopo la decisione della Commissione Lavoro di ricorrere contro l’assegnazione del provvedimento alla Affari Costituzionali decisa dal presidente Grasso: “Siamo noi competenti su quei temi”
Riforma terzo settore, freccia

ROMA – Sulla riforma del terzo settore, la prima novità che porta l’esame al Senato è che, oltre che sul merito del provvedimento, si discute anche su chi sia più titolato ad esaminarlo. E nel frattempo che si decide chi debba occuparsene, succede che il primo intervento in programma, quello del relatore Stefano Lepri (Pd), che era pronto a tracciare il quadro d’azione delle prossime settimane, slitti a data da destinarsi. Falsa partenza, dunque, per la riforma del terzo settore a Palazzo Madama. "Oggi avevo la relazione pronta - dice Lepri - ma ci siamo fermati per il conflitto di attribuzione fra la Prima e la Undicesima Commissione".

Il rinvio a data da destinarsi – ma verosimilmente già la prossima settimana si potrà ripartire – è infatti dovuto al fatto che i componenti della Commissione Lavoro e Previdenza sociale (XI) non hanno mandato giù la decisione del presidente del Senato Grasso, e dell’ufficio di presidenza, di assegnare l’esame del ddl delega (atto Senato 1870) alla commissione Affari Costituzionali (I). E’ vero che il Pd, come talvolta si usa fare, ha indicato come relatore al testo il senatore Lepri che proprio della commissione Lavoro (e non della Affari Costituzionali) fa parte, ma questo non è bastato a evitare una mossa ufficiale verso la presidenza del Senato.

Nella seduta di ieri, i componenti della Commissione Lavoro, praticamente all’unanimità, hanno rimarcato come i temi del ddl delega del terzo settore siano di propria diretta e stretta competenza. Il presidente della commissione, Maurizio Sacconi, dopo aver ascoltato i pareri dei colleghi, ha così avuto mandato di sollevare presso la Presidenza del Senato una questione di competenza per l'assegnazione del disegno di legge n. 1870 in sede referente alla Commissione Lavoro e previdenza sociale o, in subordine, alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro e previdenza sociale. Come a dire: la riforma del terzo settore datela a noi, o se proprio non si può o non volete, almeno datela sia a noi che a loro per lavorarci tutti insieme.

Sacconi ha argomentato che i contenuti del ddl delega sul terzo settore “riguardano materie che investono in via diretta e qualificano le competenze della Commissione Lavoro su un versante omogeneo e specifico, quali le tematiche afferenti ai servizi di utilità sociale, alle organizzazioni socio-assistenziali, all'impresa sociale e ai diritti dei lavoratori, in cui, dunque, la competenza primaria di essa è esclusiva e incontestata e che, rispetto al complesso dell'iniziativa legislativa in questione, assumono carattere prevalente”. A ciò – secondo Sacconi - va aggiunto il “ruolo riconosciuto dalle disposizioni del disegno di legge, sotto il profilo organizzativo e della vigilanza e del controllo, al solo Ministero del lavoro e delle politiche sociali”. Per queste ragioni, l’esponente di Ncd e presidente della Commissione Lavoro ha affermato che “ferma restando la complessità del provvedimento, il profilo prevalente ricade comunque nelle competenze della Commissione lavoro, il cui ruolo non può dunque essere limitato ad un esame in sede consultiva”.

Anche Stefano Lepri (Pd), relatore del ddl, ha sottolineato il ruolo rilevante ed esclusivo affidato dalle norme contenute nella legge delega al Ministero del lavoro, e sulla stessa linea si sono espressi anche la senatrice Catalfo (M5S), i senatori Ichino (Pd), Serafini (Fi), Pagano (Ap), Berger (Aut) e Divina (Ln). Si è distinto solamente il senatore Barozzino (Sel), unico ad astenersi nel voto che ha dato mandato al presidente Sacconi di proporre la questione di competenza.

Il giorno dopo, oggi, giovedì 7 maggio, la seduta da tempo convocata della Commissione Affari Costituzionali, che avrebbe dovuto segnare il via alla discussione con la relazione di Lepri, è diventata così una seduta lampo, nel corso della quale si è preso atto dell’iniziativa della Commissione Lavoro e si è deciso di evitare di andare avanti. La palla passa ora a Grasso che dovrà decidere sul conflitto di competenza. E a quel punto, si dovrebbe partire davvero. (ska)

 

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