14 maggio 2017 ore: 11:48
Welfare

Riforma terzo settore, Focsiv: "Non ridimensionare il ruolo delle reti"

Il commento di Gianfranco Cattai, presidente della Federazione degli organismi cristiani servizio internazionale volontario. “Dar modo anche alle reti di ong di poter svolgere il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento”
Terzo settore, sociale, parole chiave - SITO NUOVO

ROMA - “Dar modo anche alle reti di ong di poter svolgere il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento e non disperdere un’identità tanto rappresentativa del nostro paese nello scenario internazionale”. E’ quanto chiede in una nota il Focsiv, la Federazione degli organismi cristiani servizio internazionale volontario, commentando i decreti sulla riforma del terzo settore presentati dal governo nei giorni scorsi. “Come Focsiv prendiamo atto che il ministro Poletti è riuscito a presentare, seppur a pochi giorni dalla scadenza, i decreti destinati a modificare profondamente lo scenario del terzo settore che tanta importanza ha assunto nel nostro paese negli ultimi anni - spiega Gianfranco Cattai, presidente Focsiv -. Come ong auspichiamo si arrivi ad una precisa e coordinata definizione dei decreti necessari alla concreta attuazione della Legge 106. Siamo convinti che, se ben calibrata, tale nuova normativa consentirà una maggior trasparenza e rappresentazione del lavoro di tanto patrimonio umano della nostra società”. Cattai, però, sottolinea “la necessità, per le reti associative rappresentative di ogni realtà consolidata, di poter partecipare attivamente ad ogni fase della realtà del terzo settore ed è per tale motivo che, come Focsiv, chiediamo di voler riconsiderare i parametri dell’articolo 41, per dar modo anche alle reti di ong di poter svolgere il proprio ruolo di indirizzo e coordinamento e non disperdere un’identità tanto rappresentativa del nostro Paese nello scenario internazionale”.

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