Rifugiati, 10 casi di malattie infettive a Firenze
FIRENZE – Patologie dell’apparato digerente e respiratorio. Queste le principali criticità alla salute dei rifugiati che vivono a Firenze, concentrati prevalentemente nelle occupazioni. E’ quanto rivelano i dati relativi all’attività di assistenza socio-sanitaria in favore dei rifugiati in condizione di precarietà abitativa svolta da Medu (Medici per i diritti umani) nella città di Firenze. Secondo i rapporto, l’8,6% dei rifugiati diagnosticati presentava malattie infettive (soprattutto tubercolosi e scabbia), tutte opportunamente trattate.
In tema di malattie infettive, Medu ha chiesto agli enti competenti in materia di sanità la redazione protocolli unificati per la presa in carico delle malattie infettive nei contesti di marginalità, linee guida che possano aiutare chiunque operi sul territorio regionale contribuendo a superare situazioni che per loro natura (condizioni igienico-sanitarie, capacità economica, rete familiare o amicale, pregiudizi culturali) non sono equiparabili alla cosiddetta “normalità” abitativa e sociale.
Nei mesi tra novembre 2013 e aprile 2014 sono state svolte 46 uscite con 215 visite a 160 pazienti. 170 persone sono state informate in tema di regolarizzazione sanitaria e uso dei servizi pubblici, 129 persone sono state inviate ai servizi, 51 delle quali sono state fisicamente accompagnate.