18 settembre 2015 ore: 15:43
Immigrazione

Rifugiati, 500 posti negli ostelli di 7 città italiane: "Vivranno con i giovani"

Si chiama “Accoglienza solidale” il progetto lanciato dalla rete degli alberghi della gioventù e dall'associazione italiana cultura e sport. Le strutture che ospiteranno i migranti continueranno a funzionare anche per la ricezione di turisti. “Modello di integrazione e ospitalità alternativo”

ROMA – Una rete di ostelli in sette città italiane per l’accoglienza di migranti e richiedenti asilo. Si chiama “Accoglienza solidale” il progetto lanciato da Aics (associazione italiana cultura e sport) e Aig, la rete degli alberghi per la gioventù. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione 500 posti per i profughi che arrivano nel nostro paese, replicando e ampliando un progetto attivo a Perugia in altre sette città: Palermo, Alghero, Genova, Bologna, Firenze, Napoli e Ancona.

“Già da alcuni mesi stiamo portando avanti un progetto di accoglienza per 50 migranti, all’interno dell’ostello Mario Spagnoli di Perugia– spiega Carmelo Lentino, segretario nazionale dell’Aig -. Si tratta di un modello di perfetta integrazione, perché i rifugiati accolti vivono insieme ai ragazzi, agli sportivi e tutti gli altri ospiti della struttura. Con loro condividono anche momenti ludici e laboratori culturali. E così vorremmo continuare a fare negli alberghi della gioventù delle altre città. A differenza di quello che accade nelle strutture alberghiere che vengono messe a disposizione delle prefetture per l’accoglienza, infatti, i nostri ostelli continueranno a essere attivi anche per altri turisti”. La convivenza tra i richiedenti asilo e i giovani è alla base del progetto.“Gli ostelli della gioventù nascono storicamente proprio per favorire l’integrazione culturale, sono luoghi di applicazione giovanile – aggiunge Lentino – . Quindi in questo momento devono essere tra i primi a far comprendere che esiste modello alternativo di dare ospitalità e fare accoglienza”.

- I migranti verranno inviati agli ostelli dalle prefetture: le strutture funzioneranno essenzialmente per la prima accoglienza.  "Per noi è un progetto dall'alto valore sociale - spiega Anita Baldi, presidente nazionaledell’Aig,-, è prevista una strettissima collaborazione con l'Aics, che attraverso i suoi volontari si occuperà della mediazione culturale e dell'assistenza, mentre noi garantiremo un nuovo modello di convivenza ed integrazione culturale. Siamo nati per questo –aggiunge -ed in un momento particolarmente delicato non potevamo sottrarci ad assicurare, con entusiasmo, la nostra completa disponibilità e collaborazione".  (ec)

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