19 giugno 2014 ore: 10:23
Immigrazione

Rifugiati, "l'accoglienza è scontata. Ci giustifichiamo perché siamo culturalmente poveri"

L'intervento di padre La Manna, presidente del Centro Astalli, al convegno romano di ieri pomeriggio sulle migrazioni. Italia e Ue richiamate ai propri impegni. "L'Ue non può rimanere paralizzata. E l'Italia prenda coscienza che è luogo di transito"
Centro Astalli Manifesto "Chi chiede aiuto lo chiede a te"
Centro Astalli Manifesto Colloquio sulle migrazioni

ROMA - “Se ancora dobbiamo giustificare che l’accoglienza è doverosa, è perché siamo poveri culturalmente. In un contesto civile, l’accoglienza è scontata. Non accogliamo perché siamo buoni o perché ce lo dice il Papa: è una questione di giustizia. Alcuni italiani confondono l’accoglienza con il buonismo: siamo in ritardo nella formazione di uomini e donne liberi e onesti, capaci di impegnarsi per il bene comune”. Lo ha rimarcato padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, durante il convegno sulle migrazioni sul tema “Chi chiede asilo lo chiede a te. La vera sicurezza è l'ospitalità”, promosso dal Centro Astalli – da oltre trent’anni anima italiana del Servizio dei gesuiti per i rifugiati – e svoltosi ieri pomeriggio nell’Aula Magna della Pontificia Università Gregoriana. Un evento organizzato in vista della Giornata mondiale del rifugiato, che verrà celebrata il 20 giugno. Tra i relatori, monsignor Virginio Colmegna, presidente Casa della Carità di Milano, e l’onorevole Enrico Letta. A moderare i lavori Paolo Ruffini, direttore di Tv2000.

Ancora, ha aggiunto il gesuita, i richiedenti asilo sono “eroi che meritano tutto il nostro rispetto”. E l’Unione Europea “non può rimanere chiusa e paralizzata di fronte a un fenomeno inarrestabile. Cosa potrebbe essere se l’UE stabilisse canali umanitari sicuri per i siriani o per quanti in Libia sono in attesa di imbarcarsi? Sarebbe l’unico modo per sottrarre queste persone ai trafficanti. Un siriano non ha alternative. Potrebbe andare all’ambasciata? Proviamo ad ascoltare chi lo ha fatto richiedendo un documento”. Poi padre La Manna ha ricordato che l’iniziativa “Mare nostrum” “salva le vite umane ma non tutte: rimane un mezzo passo. Dice la mancanza di coraggio che abbiamo avuto nel sottrarre le persone che scappano dalla guerra alle mani dei trafficanti”.

Coraggio che manca soprattutto, secondo il presidente del Centro Astalli, all’Ue, “che da subito deve reagire con dignità e giustizia. L’indifferenza con cui reagiamo alle morti di queste persone è preoccupante. Dall’Italia mi aspetto che reagisca prendendo coscienza che è un luogo di transito. Quindi va modulata l’accoglienza per le persone in transito, così come l’Unione accetta il transito di merci o altri beni: che senso ha bloccare qui un ragazzo che ha parenti e amici in altri Paesi europei?”.
Inoltre il gesuita ha auspicato “un’accoglienza progettuale, mai più emergenziale: vanno pensati in Italia percorsi alternativi, ad esempio permessi temporanei per quanti non rientrano nell’asilo politico. Questo vuol dire restituire dignità alle persone. Quindi l’Italia ha molto da fare; abbiamo la speranza che tutto questo possa realizzarsi a livello dell’Unione Europea. Quelli che si salvano sono eroi: per noi dovrebbe essere un privilegio poterci relazionare con loro”. (lab)

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news