28 dicembre 2017 ore: 11:16
Immigrazione

Rifugiati, l'anno "record di accoglienza" di Cnca Lombardia

Il Coordinamento delle comunità d'accoglienza ha messo a disposizione 2.300 posti letto, puntando su un'ospitalità diffusa.Ma la maggioranza dei migranti ospitati si vede respinta la domanda d'asilo. "Va rinnovata la legge Bossi-Fini". La storia di Mohamed
Unhcr. Rifugiati che scappano

MILANO - Hanno messo a disposizione 2.300 posti letto per i profughi. E puntano sull'accoglienza diffusa. Anno record per le 37 associazioni, fondazioni o cooperative lombarde aderenti al Coordinamento nazionale della comunità di accoglienza (Cnca). In un comunicato stampa, il Cnca racconta la storia di Mohamed, originario della Costa d'Avorio, al quale è stato assegnato idealmente il posto letto numero 2.300: "Sono arrivato in Italia dopo un viaggio nel deserto infinito, dove ho visto la morte avvicinarsi a molti dei miei compagni di viaggio, dove ho conosciuto la prigionia nei cosiddetti centri di accoglienza in Libia.

La barca che mi ha portato in Italia ha rischiato più volte di affondare dato che eravamo troppi su quei quattro assi di legno, che rischiavano ad ogni onda di spaccarsi. Dopo la breve accoglienza a Pozzallo, sono stato trasferito in Lombardia dove ho vissuto per due anni e mezzo in un centro di accoglienza nella provincia di Milano". Mentre aspetta la risposta alla sua domanda di richiesta d'asilo ha imparato l'italiano e gli è stato insegnato un lavoro. "Ho partecipato a molte attività con gli anziani del paese -racconta-, ho aiutato i volontari della protezione civile nella manutenzione del parco. Ed ora, che mi è stato negato lo status di rifugiato, dovrò sopravvivere su una strada senza la possibilità di lavorare. E di vivere”.

Il modello di ospitalità adottato dal Cnca è quella dell'accoglienza diffusa in piccoli appartamenti. "Vengono gestiti anche centri più grandi - sottolinea il Cnca nel comunicato stampa-, ma nell’ottica di una risposta emergenziale che in un secondo momento si sappia strutturare per durare nel tempo e garantire standard di ospitalità di alto livello (ove per “per alto livello” non si intende accogliere nel lusso, ma nella dignità, con la spinta a potersi rendere autonomi attraverso il rinforzo delle competenze da spendere nel mondo del lavoro)".

“Il problema è che non basta strutturare un accoglienza di qualità, se poi i dispositivi giuridici non funzionano -spiega Valerio Pedroni, responsabile per l'area migranti di Cnca Lombardia-. Per questo diciamo che va rinnovata la legge Bossi-Fini perché oggi stiamo consegnando il 65% dei migranti all’irregolarità, al mercato nero e alla devianza, dato che il tempo dell’accoglienza non si conclude con l’assegnazione di un permesso di soggiorno. Ecco perché siamo stati promotori come federazione della campagna 'Ero Straniero' con una proposta di revisione del Testo Unico improntata sul tema del lavoro, come strumento di inclusione e acquisizione di una regolarità amministrativa”.

La campagna “Ero Straniero” ha raccolto in tutta Italia oltre 86mila firme, di cui 21.500 nella sola città metropolitana di Milano, grazie ai 500 banchetti di raccolta firme e i 100 eventi culturali che hanno visto CNCA Lombardia tra i più attivi sostenitori. “Dalla nostra esperienza di accoglienza emerge che le persone accolte, in gran parte provenienti dall’Africa sub-sahariana, portano con sé una motivazione forte all’integrazione e al lavoro, che se non trova risposta in proposte concrete, e viene fatta appassire nell’assistenzialismo diventa un pericoloso boomerang” conclude Pedroni. (dp)

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