27 marzo 2014 ore: 14:46
Immigrazione

Rifugiati, le associazioni: “Basta con l’emergenza, subito un piano organico”

Arci, Caritas italiana, Cnca e Fondazione Migrantes in un comunicato congiunto chiedono una gestione dell’accoglienza "completamente diversa da quella messa in campo durante l’emergenza rifugiati dal Nord Africa nel 2011”
Rifugiati a Dagahaley in Kenya, donne e bambini

ROMA – “Basta alle situazioni di accoglienza dei migranti presso alberghi fatiscenti e isolati come già accaduto durante l’Emergenza Nord Africa. Siamo disposti ad accogliere i migranti in collaborazione con le reti territoriali investendo risorse e capacità, ma il governo attivi in tempi rapidi un piano organico per la gestione dell’emergenza e del sistema ordinario”. A lanciare l’appello al governo Renzi e a tutte le forze politiche, il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), Arci, Caritas italiana e Fondazione Migrantes in un comunicato congiunto in cui si chiede una gestione degli arrivi dei migranti completamente diversa da quella messa in campo durante l’emergenza rifugiati dal Nord Africa nel 2011.

n allarme lanciato dopo gli ingenti sbarchi dei giorni scorsi, a cui il ministero dell’Interno “ha risposto in autonomia all’altissimo numero di persone in arrivo via mare attivando le Prefetture per reperire strutture di accoglienza sui territori, fuori dal circuito di accoglienza dello Sprar e senza un vero coordinamento, creando sui territori confusione, sovrapposizioni e resistenze comprensibili”.Una nuova “emergenza” a cui le 4 organizzazioni guardano “con preoccupazionee critica aspra perché riteniamo improponibile affrontare questo esodo, ormai strutturale nella nostra epoca, con politiche nazionali caratterizzate dall’emergenza e dall’allarme sociale che ne dovrebbe derivare”.

Secondo le quattro organizzazioni, già nella scorsa emergenza Nord Africa, “la sola collocazione presso strutture alberghiere o presso enti pubblici e privati non competentie/o distanti da questi temi nonché l’assenza diffusa di una regia nazionale e di conseguenza di quelle locali ha ulteriormente peggiorato le condizioni non solo delle persone, ma anche dei territori ospitanti, lasciando sedimentare solitudini individuali e collettive, potenziando resistenze ideologiche e indebolendo sistemi di accoglienza, cittadinanza e inclusione”. Un’accoglienza che, fatta in questo modo, alimenta “conflitti nei territori, mettendo in difficoltà le realtà che si occupano di accoglienza e inclusione in modo serio e competente, rischiando di schiacciarle in una contrapposizione tra istituzioni nazionali diverse che non hanno trovato una programmazione condivisa (ministero dell’Interno e Anci, ad esempio)”.

Alle istituzioni, la richiesta di “risposte responsabili e attente, a cui siamo pronti a dare supporto e collaborazione – spiega la nota -. Il Tavolo di coordinamento nazionale asilo già istituito deve provvedere alla definizione di un piano che individui una programmazione lineare e congiunta” e sopratutto “sostenuto da un piano di risorse equo”. Prendendo le distanze da chi chiede il respingimento dei migranti, infine, le 4 organizzazioni si dicono disponibili ad intervenire. “Lenostre organizzazioni mantengono la disponibilità ad accogliere i migranti in collaborazione con le reti territoriali di riferimento e metteranno in campo tutte le attenzioni necessarie per denunciare le situazioni di accoglienza presso alberghi fatiscenti e isolati o di abbandono delle persone già verificatesi nell’Emergenza Nord Africa. Invitiamo, perciò, tutte le forze sociali e politiche a convergere sulla necessità del rilancio di un nuovo grande piano dell’accoglienza nazionalesu cui siamo disponibili a investire pensieri, risorse, capacità e volontariato in maniera stabile e preparata”.  

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