19 giugno 2014 ore: 15:51
Immigrazione

Rifugiati, Manconi: “La situazione di Palazzo Selam è insostenibile”

Il presidente della commissione diritti umani ha visitato la struttura dove risiedono 1.200 rifugiati: “Totale assenza di interventi pubblici. Nulla viene fatto per garantire agli occupanti l’inserimento sociale, la ricerca di occupazione, l’accesso ai servizi e ai diritti di cittadinanza”
Palazzo Salam, immigrato pulisce

ROMA – “Totale è l’assenza di interventi pubblici. E nulla, o quasi nulla, viene fatto per garantire agli occupanti l’inserimento sociale, la ricerca di occupazione, l’accesso ai servizi e ai diritti di cittadinanza. La situazione di Selam Palace riflette impietosamente tutta la debolezza del nostro paese nei confronti dei profughi”. Commenta così Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani del Senato, le condizioni di Palazzo Selam, rese note con un rapporto realizzato dall’associazione Cittadini nel mondo.

Manconi, nella prefazione al rapporto, spiega di aver visitato, insieme a una delegazione di parlamentari l’edificio nel luglio scorso, riscontrando numerose criticità: “è nella primissima fase che il profugo deve essere messo nella condizione di raccontare la propria fuga e le sue ragioni e quelle che lo inducono a chiedere asilo nel nostro paese. L’accoglienza è utile per poter recuperare le energie e investire sul proprio futuro – afferma il senatore - Se questa possibilità non viene data, le conseguenze possono essere drammatiche. E sono numerosi gli esempi di percorsi di integrazione falliti, proprio perché sono state ignorate le esigenze dettate dall’impatto con un paese totalmente sconosciuto. Tutte queste situazioni, le contraddizioni che suscitano, le speranze che alimentano e le difficoltà che incontrano sono puntualmente visibili in luoghi come Palazzo Selam. Qui opera da anni l’Associazione Cittadini del Mondo che ha attivato in quei locali uno sportello socio sanitario e fornisce assistenza sanitaria e orientamento ai servizi territoriali. L’intera vita del palazzo si affida all’autoregolamentazione attraverso un consiglio interno formato da otto persone, due per ogni etnia lì presente. La convivenza all’interno dell’edificio è resa possibile dalla compatibilità culturale tra le comunità presenti. Ma la condizione in cui si trovano i rifugiati, appare insostenibile: i servizi igienici sono del tutto insufficienti, mancano riscaldamento e acqua calda e, per lavarsi, gli occupanti sono costretti a riscaldare l’acqua sufornellini a gas, utilizzati anche per cucinare il cibo”.

Una situazione di degrado che fa proliferare malattie respiratorie e cutanee, dalle dermatiti alla scabbia fino alle patologie gastroenteriche causate dallo stress. “C’è chi si porta ancora dentro gli shock della guerra, della tortura e del viaggio in mare – spiega Manconi - Tra loro c’è anche chi avrebbe bisogno di cure psichiatriche ma non sempre è in grado di formulare tale richiesta. Totale è l’assenza di interventi pubblici. E nulla, o quasi nulla, viene fatto per garantire agli occupanti l’inserimento sociale, la ricerca di occupazione, l’accesso ai servizi e ai diritti di cittadinanza. Così la situazione di Selam Palace riflette impietosamente tutta la debolezza del nostro paese nei confronti dei profughi. E infatti, più in generale, l’Italia mostra una singolare avarizia, dal momento che ospita un numero di rifugiati equivalente a un decimo di quelli accolti dalla Germania”.

 

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