Le priorità del governo per far fronte all'accoglienza: arrivare a 30 mila posti effettivi e 30 mila di riserva, incrementare il numero delle commissioni territoriali che decidono sulle richieste d'asilo, commissione d'inchiesta sull'accoglienza
ROMA - Ampliare i numeri per l'accoglienza (prima e seconda) fino ad arrivare a 30 mila posti effettivi e 30 mila di riserva), incrementare il numero delle commissioni territoriali che devono decidere sulle richieste d'asilo "perché il sistema non si blocchi", ma anche avviare una commissione d'inchiesta per verificare le condizioni effettive dell'accoglienza nel nostro paese. Sono questi i punti su cui il governo sta lavorando per far fronte agli arrivi di migranti nel nostro paese. A spiegarlo è il sottosegretario agli Interni con delega all'immigrazione Domenico Manzione, a margine del convegno organizzato dall'Unar in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che si celebrerà il prossimo venerdì, 20 giugno.
"Siamo in un momento di difficoltà legato all' incremento dei numeri, che sono molto più alti rispetto agli anni scorsi. Di certo quest’anno supereremo di gran lunga anche il periodo della primavera araba, quando gli sbarchi sono stati circa 61mila. Oggi la media è, invece, di circa milleduecento persone al giorno e siamo già oltre i 50mila arrivi- sottolinea Manzione - la presenza di numeri così rilevanti crea una situazione di difficoltà rispetto alla quale si sta cercando di allargare in maniera significativa il sistema dell'accoglienza. Quello che intendiamo fare è concentrarci su diversi livelli: quello del primo soccorso immediato per rinfrancare i profughi dal viaggio e visitarli. Ma anche quello del circuito di prima e seconda accoglienza. In questo senso pensiamo che i numeri debbano lievitare consistentemente, e per poter farlo fare stiamo cercando di portare avanti un accordo con gli enti locali in conferenza unificata. La discussione è in corso, le regioni hanno chiesto rassicurazioni soprattutto dal punto di vista delle risorse, spero che quanto prima si possa partire perché la gente continua a sbarcare e bisogna fare in fretta".
Attualmente si stanno attivando i 6 mila posti aggiuntivi che fanno passare i posti della rete Sprar da 13 mila a 19 mila – spiega ancora il sottosegretario - ma “l'idea è di alimentare l’intero circuito tra prima e seconda accoglienza portando i numeri molto più in alto. Pensiamo a non meno di 30 mila posti a cui aggiungere altri 30 mila di riserva. Questo per assicurare una gestione più flessibile”.
L’altro versante su cui si sta ponendo attenzione è quello delle commissioni territoriali che decidono sulle richieste d’asilo e che spesso hanno tempi biblici. “L'idea è chiedere un decreto urgente del governo che faccia lievitare il numero delle commissioni, che accordano, o negano se non ci sono i presupposti, il diritto d'asilo. Queste decisioni devono avvenire in tempi ragionevoli, anche perché il sistema lento costa. Chiederemo un aumento del numero delle commissioni ma anche di personale qualificato”.
Il sottosegretario ha poi spiegato si sta discutendo anche sulla possibilità di avviare una commissione d’inchiesta sull’accoglienza nel nostro paese. La decisione era nata dopo la protesta delle “bocche cucite” all’interno del Cie di Ponte Galeria, alle porte di Roma. Ma ora si potrebbe ampliare per verificare l’intero sistema. “Eviteremo di dargli un taglio di tipo censorio – spiega Manzione – perché il fenomeno dell’accoglienza riguarda tutti, dalle istituzioni al terzo settore. Quello che vogliamo fare è guardare con occhio propositivo per rilevare quello che non va. Ci dobbiamo attrezzare materialmente e culturalmente perché questo flusso non si può arrestare.” (ec)