1 luglio 2015 ore: 17:38
Immigrazione

Rifugiati, Migrantes: necessario rafforzare le forme di protezione internazionale

Mons. Perego commenta i dati diffusi oggi dall'Alto commissariato dalla Lituania, dove si tiene in questi giorni un incontro organizzato dal Ccee tra i direttori della Migrantes di tutta Europa
Protezione internazionale rifugiati con scritta "we are refugees"

ROMA - “I dati diffusi dall'Unhcr confermano che uno su tre delle persone che hanno attraversato il Mediterraneo erano in fuga da guerre e conflitti dimenticati, da persecuzioni e disastri e la necessità di rafforzare le forme di protezione internazionale”. Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, commenta  i dati diffusi oggi dallAlto commissariato da Vilnius, in Lituania, dove si tiene in questi giorni un incontro organizzato dal Ccee tra i direttori della Migrantes di tutta Europa, con una sezione dedicata anche ai rifugiati.

Sono infatti provenienti dalla Siria, dall'Afghanistan e dall'Eritrea le 137 mila persone che hanno attraversato il Mediterraneo nei primi  sei mesi del 2015. In Italia il maggior numero delle 60 mila persone arrivate sulle nostre coste provenivano da Eritrea, Somalia, Nigeria: paesi che “sottolineano ancora di più la persecuzione politica e religiosa, soprattutto di Boko Aram”. "L'Unhcr sottolinea anche – aggiunge mons. Perego - la crescita dei morti nel Mediterraneo nel 2015 rispetto al 2014: segno di come avevamo ragione di avvertire tragicamente come l'abbandono dell'operazione Mare nostrum avrebbe aumentato le vittime in mare. Si spera che il rafforzamento delle operazioni in mare avute ultimamente possano portare a tutelare anzitutto il percorso e la vita delle persone in fuga”.

Il direttore Migrantes conclude con “la preoccupazione che la richiesta europea di rafforzare l'identificazione delle persone che sbarcano sulle coste italiane o greche non si traduca in procedimenti sommari che portino ad accelerare le espulsioni e non a salvaguardare e rafforzare forme e strumenti di protezione  internazionale, soprattutto per le vittime di persecuzioni politiche e religiose  o in fuga da disastri ambientali che  non permettono di rimanere nella propria terra” .

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