Rifugiati, Migrantes: "Serve un sistema uniforme di asilo"
ROMA – In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che si celebra ogni anno il 20 giugno, la fondazione Migrantes si augura che il 2014 possa essere per il nostro Paese “l’occasione del passaggio da un situazione di tutela discrezionale a un sistema unico programmato ed uniforme di asilo, che aiuti a superare paure e incertezze, ridando un rinnovato slancio al lavoro di protezione internazionale”.
Migrantes ricorda che dal 1° gennaio ad oggi, 50 mila persone sono sbarcate sulle coste siciliane grazie alla straordinaria operazione di pace effettuata da Mare nostrum. Una situazione che ha messo in evidenza la mancanza sia di un reale sistema di accoglienza per persone, famiglie e minori non accompagnati sia di specifiche linee guida per l’inserimento dei rifugiati. “Tale sistema – specifica la fondazione – dovrebbe prevedere un tavolo nazionale e tavoli regionali di concertazione, 50 mila posti per una pronta accoglienza di richiedenti asilo, non solo al Sud, ma in tutte le regioni italiane; e una seconda accoglienza in un rinnovato Sprar che possa gestire dai 20 mila ai 50 mila posti, superando nel bando la volontarietà della scelta degli enti locali, attribuendo, invece, i posti in tutte le regioni, secondo la popolazione, Pil, reddito Isee”.
“Il Sistema porterebbe al superamento dell’improvvisazione e della discrezionalità delle pratiche dei richiedenti asilo che invece esiste ora, che frammenta il percorso di chi arriva in sistemi paralleli – continua Migrantes – e non dà nessuna certezza rispetto a quando la richiesta sarà considerata in commissione territoriale, se si verrà o meno inseriti in uno Sprar, se si avrà o meno la residenza se si avranno o meno problemi per il rinnovo della tessera sanitaria e del permesso di soggiorno, se si andrà in un progetto Fer o altro dopo il riconoscimento della commissione o in una casa occupata o in mezzo alla strada”.
Per far fronte alla drammatica situazione in cui vivono rifugiati e richiedenti asilo in Italia, è necessaria una maggiore condivisione in Europa delle operazioni di salvataggio in mare attivate con Mare nostrum e l’adesione da parte dell’Italia a programmi di resettlement e a politiche europee allo scopo di aprire canali umanitari e non lasciare persone e famiglie in mano ai trafficanti. “La crescita e lo sviluppo del nostro Paese - ricorda infine Migrantes – deriva anche dalla crescita e dallo sviluppo di sistemi e programmi condivisi di tutela e valorizzazione dei migranti”.